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Non esiste una attività “sicura”. Per rubare una battuta a un cantante “anche trombare fa un male da morire”. Ed un umorista ha notato come nel 100% dei casi vivere conduce alla morte. Ma c’è ovviamente modo e modo di dipartire, uno dei meno belli consiste nell’andare all’altro mondo mentre si va a lavorare, od in vacnza al mare. A tale proposito una delle strade peggiori è quella tra Chioggia e Ravenna, la strada statale Romea

In Europa gli incidenti stradali sono una delle prime cause di morte, con più di 120.000 vittime all'anno. Non è ovviamente l’unico problema tumori ed infarti sono altri killer non da poco.

Questo fenomeno accomuna l'Europa alla gran parte dei paesi occidentali (si calcolano oltre un milione di morti all'anno sulle strade di tutto il mondo).

I paesi più sicuri sono, secondo le statistiche disponibili al sito linkato sopra Finlandia e Regno Unito. Fatto cento il tasso di vittime in questi paesi e dato a loro il primo posto rispetto alla sicurezza, gli USA sono al settimo posto con 124, Italia Francia ed Irlanda ex-aequo sono al nono con 143.

Questo significa 18 decessi al giorno in seguito ad incidenti stradali nella con una percentuale dell’1,2 % su 550.000 morti complessivi (ossia per qualsiasi causa) all’anno su tutto il territorio nazionale.

Le oltre 6500 (dato 2003, poi coll’introduzione della patente a punti abbiamo avuto un calo di circa il 15%) vite perse ogni anno a causa di incidenti stradali, nelle stime ufficiali, potrebbero arrivare fino a 8000 se si considerassero anche i decessi che seguono nei 30 giorni successivi agli incidenti stessi.

Dei deceduti per incidente stradale, un quarto ha meno di 23 anni e la metà ha meno di 41 anni, questo dato percentuale e più o meno, come quelli che seguono, è abbastanza valido anche oggi.

Il 38% appartiene alle cosiddette fasce deboli, ossia ai pedoni (33,6%), ai ciclisti (16%), ai ciclomotoristi (26,4%: si noti che per questa categoria non è previsto nessun tipo di esame di abilitazione) e ai motociclisti (24%).

In totale in Italia degli incidenti che si verificano (raffazono, in quanfo un bello studio organico è difficile da trovare sugli incidenti ed altre cause di morte:tutti paiono voler portar acqua ad un qualche mulino), il 5,8% avviene sulle autostrade (con un tasso dell’11% di mortalità, essendo in questo caso gli incidenti mediamente più gravi, e con un maggior numero di vittime); il 76,5% sulle strade urbane (con un tasso di mortalità del 46,3%); e il 17,7% su strade extraurbane (con la percentuale di decessi del 42,7%).

Da parte sua, il Gruppo Autostrade conta sulla propria rete circa 350 morti l’anno, gestendo in percentuale il 25%di traffico e l’11% di mortalità. Anche in questo caso fatto 100 la mortalità per incidente più bassa, quella urbana vediamo che questa diviene 313 in autostrada e ben 399 sulle strade extraurbane.

E’ d’altro canto ormai condiviso che sulle statistiche riguardo agli incidenti influiscano tre fattori, pur in percentuale molto diversa: il fattore umano (stimato ad iltre al 90%), fattori strutturali od ambientali sono significativamente minori di quella riconducibile al comportamento umano. Sarebbe a questo punto necessario analizzare i giorni e le ore, per vedere quale sia l’importanza delle “stragi del Sabato sera” eccetera, ma non la finiremmo più ed il lettore mi manda al diavolo.

Ed ecco qui di seguito l’elenco delle strade più pericolose del nostro paese, con accanto i dati relativi alla pericolosità, la fonte è attendibile essendo l’ISTAT:

SS 309, Romea. Incidenti per chilometro: 1,70. Morti per incidente: 0,10. Morti per chilometro: 0.17.

SS 148, Pontina. Incidenti per chilometro: 3.09. Morti per incidente: 0,05. Morti per chilometro: 0,1545.

SS 013, Pontebbana. Incidenti per chilometro: 2,32. Morti per incidente: 0,05. Morti per chilometro: 0.116.

SS 036, Lago di Como e della Spluga. Incidenti per chilometro: 2,69. Morti per incidente: 0,04. Morti per chilometro: 0.1076.

SS 011, Padana Superiore. Incidenti per chilometro: 1,85. Morti per incidente: 0,05. Morti per chilometro: 0,0925.

SS 047, Della Valsugana. Incidenti per chilometro: 1,32. Morti per incidente: 0,07. Morti per chilometro: 0,0924.

SS 107, Silana Crotonese. Incidenti per chilometro: 0,70. Morti per incidente: 0,13. Morti per chilometro: 0,091.

SS 114, Orientale Sicula. Incidenti per chilometro: 1,13. Morti per incidente: 0,08. Morti per chilometro: 0,0904.

SS 016, Adriatica. Incidenti per chilometro: 2,25. Morti per incidente: 0,04. Morti per chilometro: 0,09.

SS 053, Postumia. Incidenti per chilometro: 1,73. Morti per incidente: 0,05. Morti per chilometro: 0,0865.

Si può notare come il primo posto di questa classifica sia per morti per incidente, che decessi per chilometro sia della SS309 Romea sebbene quanto ad incidenti per chilometro non sia al primo posto.

In Italia (con un altro modo di metodologia statistica – che non ho potuto controllare) si contano 9,5 vittime l'anno ogni 100.000 abitanti, mentre la media Ue è 8,5. Quello che è interessante è che – secondo questa fonte – ai primi tre posti a livello nazionale (se consideriamo l’Ente Provincia) Ravenna 24,1 vittime ogni 100.000 abitanti, segue la provinvia di Rovigo con 20,4 e al terzo posto la provincia di Ferrara con 18,1 vittime ogni 100.000 abitanti. In totale le 3 province hanno fatto contare, secondo gli ultimi dati Istat, 204 morti. Cosa hanno in comune le tre province? La statale Romea. Adesso possono essere due I casi. Il primo che lo stile di guida di questi tre “popoli” è tale da essere mortifero e quindi danneggiano la reputazione della strada, oppure è la strada che danneggia la reputazione (e non solo) dei locali.

Di certo è una strada comoda che se percorsa in modo allegro fa risparmiare da un lato tempo e dall’altro soldi (non essendo una autostrada a pedaggio) per chi da Mestre va fino a Rimini.

Naturalmente ognuno ha le sue idee secondo le quali i muti parleranno e taceranno i noiosi, ragione per cui evito di mettere proposte dilettantesche come quello che vorrebbe far andare i Tir da Ravvenna a Venezia su nave.

Di certo però fa sorreidere (amaramente) pensare che un dieci percento dell’energia delle proteste dei vari enti locali fosse trasformato in proposta si sarebbe quasi risolto iI problema

Pubblicato il 10/9/2008 alle 21.53 nella rubrica diario.

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