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proprio giaguaro non e', ma il sestante proprio manca!
Lamento d'un vecchio
post pubblicato in diario, il 3 marzo 2018


Lamento – copia incolla – d’un vecchietto bizzos, da giardinetti pubblici, ma oggi va così; sopportatemi. Oggi nell’editoriale del Corriere della Sera Ernesto Galli Della Loggia lamenta la scomparsa degli intellettuali “impegnati”. In realtà non è cosa recente. Gli intellettuali “impegnati” erano tutti gramsciani (di credo o di comodo): visto che la rivoluzione armata non si può fare armiamoci di parole per costruire il socialismo attraverso l’egemonia culturale. Impegnati, ma asserviti all’ideologia o – più banalmente – al “partito della classe operaia” dispensatore di prebende e impieghi. I liberali hanno sempre contestato questa idea dell’impegno (vedi Aron). Eppure, paradossi della storia, l’unico intellettuale oggi impegnato nel senso gramsciano ma in chiave antigramsciana, cioè nel tentativo di impedire una egemonia totalitaria, è un liberale, Angelo Panebianco. Che da anni combatte, isolato, la sua guerra culturale contro il populismo ed il giustizialismo. Prima di chiederci se abbiamo vinto o perso le elezioni, può essere utile compilare un primo inventario incompleto delle cose che abbiamo sicuramente perso lungo la strada di questa interminabile campagna elettorale: - Abbiamo perso anzitutto molte intelligenze. Non dico "le menti migliori della mia generazione" di Ginsberg, ma è diventato di colpo evidente il rincitrullimento - per fanatismo, per risentimento, per rassegnazione sarcastica, per opportunismo, per età, per vanità, per ossessioni personali ingovernabili - di cronisti, opinionisti e intellettuali che fino a tempi recenti valeva la pena leggere e ascoltare. Ciascuno di noi potrebbe stilare il suo elenco privato di persone che nell'ultimo anno o poco più hanno completamente perso la trebisonda. Ubriachi. - Abbiamo perso il Corriere della Sera, non solo e non tanto come giornale, ma come simbolo di quella che dovrebbe essere la grande borghesia, o anche solo la borghesia, nel suo senso démodé di "classe civilizzatrice". È mai esistita in Italia? Forse no, forse poco e male, ma in questa prova generale del disastro abbiamo capito che non possiamo contare sulla sua tenuta, sul suo argine. Sono pronti a puntare allegramente sul disastro. - Abbiamo perso ogni residua dignità delle istituzioni, se un vicepresidente della Camera può aizzare una folla di facinorosi a circondare il Senato o inventarsi la pagliacciata della salita al Colle pre-elettorale e dell'email con la lista dei ministri. Ormai tutto è stato consentito, dunque tutto è diventato possibile. Girotondi, non se ne sono visti. Appelli di Zagrebelsky, neppure. - Abbiamo perso ogni sussulto di reazione allo squadrismo mediatico-giudiziario o giudiziario-mediatico: completamente assuefatti. Vedi il caso Consip, vedi il caso Fanpage. Quella è una battaglia persa per i prossimi vent'anni - ed era la prima battaglia che bisognava combattere, dal 1992 in poi. - Abbiamo perso ogni argine alla follia nel dibattito pubblico, ogni senso, ogni valore e ogni misura delle parole, e a breve vedrete che i talk show, per raccattare qualche spettatore in più, organizzeranno dibattiti tra sopravvissuti della Shoah e negazionisti "per sentire entrambe le campane e farsi un'opinione". Già ci siamo andati vicini, visto che per i dibattiti sul fascismo invitano regolarmente la nipote del Duce (dubito che in Germania facciano altrettanto con Gudrun Himmler). - Abbiamo perso quel che restava del rispetto e del prestigio della scienza, perché il fatto che i vaccini per il morbillo siano diventati un tema di campagna elettorale è semplicemente de-men-zia-le. Ed abbiamo perso (definitivamente) ogni ancoraggio alla realtà, perché la maggioranza dei nostri connazionali, là fuori, sono convinti che siamo messi così male per colpa del neoliberismo o dell'euro o di Soros o dei vitalizi dei parlamentari o di altre entità più o meno immaginarie. Cos'altro, poi? È un post interlocutorio e improvvisato, non ho previsto una bella frase a effetto su cui chiudere, ma mi piacerebbe che mi aiutaste a inventariare le perdite, o meglio, le frittate da cui sarà pressoché impossibile ricomporre delle uova. La cosa peggiore è che in troppi non hanno la minima consapevolezza del valore delle cose che abbiamo perso in questi anni. D’altra parte, se questa consapevolezza ci fosse stata, avremmo potuto contare su un minimo di resistenza al disastro. Abbiamo, poi, perso la coscienza del male, la dignità del proprio stato, le parole appropriate, la sicurezza delle proprie convinzioni, il bisogno di essere pensanti quando tutti non pensano, la grazia un po' ipocrita, ma bella, della convivenza civile, il piacere di restare ciò che si e' senza covare invidie e rancori, convinti che veramente l'erba del vicino e' più verde, il sentimento delle regole indispensabili per ogni convivenza, la fede in ogni ideale, ogni sentimento, in ogni speranza, il pensiero unico proposto da personaggi che non hanno pensieri da proporre, solo invettive, la vita come opera d'arte da costruire età per età sfregiata in un malinteso bisogno di eterna giovinezza,il gusto di dire buongiorno pensando ad un giorno buono. Forse si può solo ripetere che la maggior colpa risiede nel sovversivismo istituzionale della magistratura associata; perché, vera la Propaganda e i suoi “dottori”; vera la diserzione della memoria storica; vero il ritorno della superstizione; vera la deriva psichedelico-palingenetica. Ma senza una magistratura che incide sulle carne; che processa “la Prima Repubblica” e la sua storia; reintroduce, letteralmente, le imputazioni «de peste manufacta»; diffonde la nevrastenia di massa con i suoi atti, conformativi e deformativi come nessuna parola può essere; accusa penalmente i rating, i terremoti, le migrazioni bibliche; senza il suo potere infungibile di conferire veste giuridicamente legittima alla metodica distruzione di qualsiasi punto fermo: umano, politico, epistemico; senza tutto questo, niente, niente della viltà, del nichilismo, della corrività carrierista, del moralismo regressivo, che costituiscono la ritrovata grammatica elementare di questo evitabilissimo abisso, avrebbe avuto luogo: con la facilità, il compiacimento, e la diffusione massificata e massificante con cui ha avuto luogo. Noi abbiamo la peggiore e più irresponsabile burocrazia di elites del mondo. Scusatemi, ma sono più vecchio di tanti.



permalink | inviato da albertolupi il 3/3/2018 alle 18:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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