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proprio giaguaro non e', ma il sestante proprio manca!
Alessandra Moretti
post pubblicato in diario, il 31 maggio 2013


Alessandra Moretti è una bellissima donna, disgraziatamente perde spesso occasione di stare zitta.

Ovviamente non applaudo a Cacciari: per primo dovrebbe non parlare quando parlano gli altri, anche quando questi altri lo fanno a sproposito.

Bisogna cominciare a “tacere per protesta” contro i Grillo, contro le Moretti….

 




permalink | inviato da albertolupi il 31/5/2013 alle 13:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Vogliamo Palmiro (Cangini)
post pubblicato in diario, il 30 maggio 2013


Roberta Lombardi, la capogruppo 5S nello streaming con Bersani, disse: “Sembra di stare a Ballarò”, inutile ricordarle che “il medium è il messaggio/massaggio”. Ma non inutile ricordarlo al mio lettore: una sera Pierluigi Bersani appare a Ballarò: lo senti parlare e rimani colpito dalla sua visione “collettivista” del partito, dalla sua visione di una struttura senza leader carismatici, basata sul “un gruppo dirigente e dialogante”. “Noi siamo diversi - ha ribadito - e siamo l’unica speranza per l’Italia”. Dove si vede come una buona e brava persona, possa raggiungere le vette più alte dell’anacronismo nostalgico. Un po’ zotica e provocatoria, la Lombardi, ma in fondo in fondo ...  ha ragione.

Il guaio è che  dopo il flop alle amministrative, in questa ultima tornata amministrativa cala l’affluenza e Grillo ha visto dimezzato il suo consenso nel giro di due mesi, inizia la resa dei conti. La Lombardi scrive ai suoi: “Quelli che parlano coi giornalisti sono degli stronzi”. Un po’ tanto zotica e provocatoria questa volta la Lombardi, ma in fondo in fondo ...  ha ragione anche stavolta.

 

Un flop – che solo i più smaliziati aspettavamo, ma anche essi  non prevedevano fosse in queste proporzioni. E’ evidente la debolezza strutturale del movimento perennemente in corto circuito fra chi comanda (fuori dal parlamento) e chi è in parlamento ma non conta nulla. Il web è una fantasia se a scegliere i candidati sono una minoranza di cinquantamila persone (su otto milioni di votanti), una sorta di listino bloccato da attivisti. Una selezione della classe dirigente poco produttiva che ha portato in parlamento persone d’una preparazione «molto approssimativa» rischia d’essere una sopravvalutazione. Questi che parlano di “diarie e scontrini”, non servono a nulla, nemmeno a chi li ha votati.

Ma ci pongono un problema che è in questi termini: dopo Grillo chi verrà? Chi riuscirà a coagulare consensi fra la metà degli italiani che non vota?

Quello che nessuno ha compreso è una cosa semplice. Le persone non hanno più voglia di parole. Non ne possono più di sentir parlare di un problema per sei mesi per vederlo archiviato e per essere ripreso qualche tempo dopo, per poi vederlo ritornare nell’ombra insoluto come sempre. Vedi la riforma del porcellun.

C’è fame di politica, quella vera, quella che agisce. C’è bisogno di fatti e non pugnette subito altrimenti votare non serve e il partito votato l’ultima volta viene abbandonato. C’è fame di azione.

Sembra di intravedere un cambiamento nell’atteggiamento dell’elettorato italiano: «Dimostrami che sei al potere anche per me, poi ti voto». La cambiale in bianco, ti voto sperando che tu agisca, è sempre meno diffusa. Banalmente: “Prima toccare cammello, poi toccare moneta

 

 




permalink | inviato da albertolupi il 30/5/2013 alle 3:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
para CHeeeeeeeee?
post pubblicato in diario, il 29 maggio 2013


            Come si conviene al «vicario» di Cristo, fregandose che a me di lui non importi un fico secco, Papa Francesco spiazza continuamente coloro che gli stanno troppo addosso - di conseguanza non me che di lui non importa un fico secco, tentando inutilmente di dettargli l'agenda. E così la messa antica in latino, che non fa fuori il mistero, non si tocca. Mia nonna, contadina semi analfabeta, e pre mia madre colla 5° elementare, e la Rosa la Bice... avevano recitato tutta la vita il Rosario in latino, ma non ressero alla formula dello "Spirito Santo paraclito". Il cristianesimo diventava astratto, disincarnato, incomprensibile, intellettuale.



permalink | inviato da albertolupi il 29/5/2013 alle 16:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sesso? solo nel senso di buggerati!
post pubblicato in diario, il 29 maggio 2013


           

Colpisce alcuni la coerenza del ragionamento con cui Elvira Banotti ha rivendicato una delle principali conquiste delle donne italiane e cioè, quella di essersi liberate da un intransigente e soffocante moralismo sociale e religioso che impediva alle donne di essere ed avere una libera sessualità.

Avendo visto, non vissuto essendo bimbO, il cambiamento della seconda metà del XX secolo, nei comportamenti di mia madre mi pare che quanto sopra sia una stronzata.

La materna genitrice si evolse, ma in modo molto più raffinato, per sua fortuna.

In “Mistica della femminilità”, scritto nel 1963, di Betty Naomi Friedan, considerata una delle”madri”del femminismo, si legge: “una ragazza non dovrebbe aspettarsi speciali privilegi per il suo sesso, ma neppure dovrebbe adattarsi al pregiudizio e alla discriminazione. Deve imparare a competere... non in quanto donna, ma in quanto essere umano”. Ecco, sarebbe davvero auspicabile che le donne italiane si facessero ispiratrici e portatrici di una sana “etica” coll’altra (con significando «assieme a») metà del cielo, col fine di rendere più meritocratico il nostro Paese. Intorno a me ne vedo poche però di donne simili.

Cosa che non è avvenuta: considerando cosa sta succedendo in Italia credo poter dire che in poco più di quaranta anni l'Italia ha vanificato quasi tutto quel che aveva conquistato nel dopoguerra (1945-60). La "contaminazione" con il social comunismo (centrosinistra) è stata a mio giudizio deleteria e la DC (partito decisamente “femminile”) ne porta tutte le responsabilità. Nella sua battaglia per restare al potere accettò e condivise tutte le più demagogiche posizioni dell'allora PCI – ed ovviamente PSI e pure PRI: leggi ENEL, votando leggi che poi si sarebbero rivelate disastrose non solo per l'economia, ma anche per l'introduzione di lassivi comportamenti da parte di tutte le parti in causa. Si è distrutta la scuola e l'università; sono state introdotte regole, nel mondo del lavoro ed in generale nella società, che hanno cancellato l'obbligo di comportamenti seri e responsabili; si è permessa la stratificazione di posizioni di privilegio che hanno generato inefficienza e - peggio ancora - inefficacia.

Sarebbe possibile continuare, ma credo sia inutile perché descrivo situazioni sotto gli occhi di tutti e che la sinistra, egemone rappresentante «della cultura» attraverso tutti coloro che dovevano essere suoi partigiani per conquistare riconoscimenti od audience, o più semplicemente ottenere denaro, ha contribuito più degli altri a determinare, mentre gli uomini di destra che hanno invero anch'essi gravi responsabilità, quando tentavano di emergere non trovavano e non trovano spazio e rispetto.

Ora pure Grillo si è accorto che c’è un’ “Italia A” (di assistiti) che è “interessata al mantenimento dello status quo perché non può vivere senza il contributo fiscale dell’ “Italia B” (di non assistiti, diciamo i “buggerati”). Se ne è accorto solo ora, dopo aver contato i voti delle amministrative. Ma alla prossima tornata scoprirà anche che con le diarie e i contributi sdegnosamente rifiutati dai cittadini - senatori e dai cittadini - deputati non solo non si sfama il popolo dei “5 milioni di dipendenti pubblici che hanno la sicurezza dello stipendio”, ma neppure i poveri grillini in gita nella Città Eterna.




permalink | inviato da albertolupi il 29/5/2013 alle 15:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
né atei né keynesiani, ma camusiani
post pubblicato in diario, il 28 maggio 2013


 Sui riot di Stoccolma, come accadde in Francia nel 2005 e poi come la serie di disordini in Inghilterra –, che si è verificata una dal 6 al 10 agosto2011 inizialmente interessando i quartieri periferici della capitale britannica, Londra,  poi si è propagata velocemente nei quartieri di Wood Green, Enfield Town e Ponders End; l'8 agosto gli incidenti si sono diffusi anche in altre città come Birmingham, Liverpool e Bristol, ed il 9 agosto è stata fortemente interessata anche la città di Manchester, si ripete il vecchio stereotipo del taglio dei servizi sociali e dei sussidi come causa del malumore delle periferie. Un penoso tic «sinistrorso». Scordando che Brixton 1981 e 1995 erano in anni di spesa pubblica crescente.

Non ci sono keynesiani nelle periferie, allo stesso modo in cui non ci sono atei in trincea – affermazione da prendere coll'eccezione dell'esercito israeliano, ma si sa loro con dio hanno un rapporto speciale.

Quello che sta collassando (bisognerebbe ammetterlo) è il modello multiculturale su cui l'Europa (quella seria, non l'Italia) ha costruito mezzo secolo di politiche di integrazione: una società ricchissima (la Svezia finanzia anche il cambio di sesso dei suoi cittadini), indifferente alla religione, sempre accogliente e tollerante, avrebbe sanato eventuali traumi da integrazione a suono di «spesa sociale».

La storia avrebbe dovuto darci ragione – anche io ci speravo, ed invece no, mica è successo. La letteratura precede sempre la storia – e sarebbe bastato leggere "Ladri nella notte", un romanzo di Arthur Koestler (del 1946/7!) per comprendere il futuro. Tra gl’intellettuali d’oggi solo Scruton ha capito che il vero conflitto è tra la luce elettrica della notte ed il cielo stellato (The West and the Rest).

E' in coma – ma fiorente – la quasi secolare utopia welfarista nata in Scandinavia (elaborando sul paternalismo bismarckiano anti socialista) ed esportata nel resto del continente.

Le ragioni che ne ha permesso la riuscita (come idea – non la realizzazione però) sono molteplici: una forma di velato razzismo: l’amore per i negretti delle Giornate Missionarie parrocchiali, praticato alla porta di casa, una buona serie di posti pubblici che danno il piccolo/grande potere all’assistente sociale di decidere chi è degno di vivere e chi no e soprattutto il fatto d’essere a prova di bomba: ogni fallimento si spiega col fatto d’avere speso poco: a nulla serve avere speso 100, si spenda 200, a nulla serve avere speso 200, si spenda 300, a nulla serve avere speso 300, si spenda 500, ed infine quando si verifica che a nulla servì avere speso 500, si pone la necessita a che si spenda 1000, in qualsiasi modo non si è mai sconfitti – esattamente come accade in una religione ben congeniata.

Occorre “l’onesta intellettuale” (per quanto esagerata) di un Paolo Villaggio per sbottare: «La Kyenge io la chiamo negra. Altrimenti come vuoi chiamarli? Non è oltraggioso, è la solita ipocrisia».  Con queste Villaggio, in diretta a: “La Zanzara”, dove è stato intervistato in merito alle recenti polemiche sul ministro, è stato shock per tanti buoni redattori (tipo “il Messaggero”). Villaggio che è ateo (cfr. intervista a "Libero - Quotidiano.it" del 13 aprile 2013) è stato iscritto al Partito Comunista Italiano e a Democrazia Proletaria, formazione comprendente anche socialisti radicali come lo stesso attore, nelle cui liste fu candidato alle elezioni politiche del 1987, successivamente alle elezioni del 1994 si è candidato con la Lista Marco Pannella nel collegio uninominale di Genova - San Fruttuoso. Il 18 gennaio 2013 annunciò che avrebbe votato per il Movimento 5 Stelle in vista delle imminenti elezioni politiche perché il suo amico Beppe Grillo "è l’unico che rappresenta un cambiamento vero per una classe politica che pensa solo al presente".

Insomma non è un leghista: nel corso della trasmissione il comico rincara la dose definendo la ministra «superflua» cosa che sottoscriviamo ma anche erroneamente: «Non ha nemmeno il passaporto italiano». Poi conclude a riguardo della famiglia della Kyenge: «Trentotto fratelli? Colpa del padre e della sua attività sfrenata. Da quelle parti è l’unico divertimento, altrimenti sarebbe un pazzo, un maniaco sessuale. Per carità».

Questa del padre è una stronzata (anche da parte di Villaggio). La ministro è di etnia bakunda, un gruppo che proviene dal nord Katanga e dalla Tanzania (faccio notare la cosa perché mi considero un pelo tanzaniano pure io) e che in tempi antichissimi fondò il villaggio di Kienge ai piedi del Grande Monte Kundelungu.

Attualmente il padre di Cécile è il capotribù di Kienge ed ha avuto quattro mogli e trentasette figli, riuscendo a farli studiare tutti. Alla Lega Nord, che l’ha accusata di difendere la poligamia, il ministro ribatte: ”E’ una domanda alla quale non posso rispondere, perche’ io sono nata in una famiglia poligamica, e non si rinnegano mai le proprie origini. Ma questo non vuol dire condividere quell’idea”, cosi’ rispondendo a una domanda dei giornalisti, a margine della farsesca cerimonia di Pesaro per il conferimento della "cittadinanza onoraria" ai figli di immigrati nati in Italia.

Naturalmente non è venuta in mente a tanti la frase, forse apocrifa, di Camus: «Tra la giustizia e mia madre, scelgo mia madre».

Ma dato questo riconoscimento rimane l'inutilità del ministero, non in sé ma nella sua filosofia, di volere adattare l'Italia agli immigrati e non viceversa.

Chi scrive questa nota ha fatto il suo processo di integrazione, (da un'altra parte come direbbe Brancaleone -per restare in tema con Villaggio): che parte da qui.

 

 

 




permalink | inviato da albertolupi il 28/5/2013 alle 20:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
il marchio
post pubblicato in diario, il 28 maggio 2013


Ha vinto il marchio PD, che (da solo) vale un 15-20% dei voti possibili in qualsiasi elezione, a prescindere di chi si presenti, e si trasforma in maggioranza o minoranza a seconda del disgusto elettorale.
Si fosse presentato Franceschini o Dalema o Epifani, Rori Bindi, Latorre... , avrebbero preso la stessa quantità di voti. E' su questo "tesoretto" che c'è lo scontro, fra le cosche che controllano il partito da decenni, e gli ex democristiani e socialisti fuiggiaschi da tangentopoli. Ognuno di loro, vuole il "Marchio", Dalema, Renzi, Letta, e tanti altri che niente hanno a che vedere con i votanti che garantiscono questa tenuta. E' un po' come il nome MOTTA che, bene o male, è sinonimo di Panettone sebbene oggi appartega alla Bauli, o CHIANTI che lo è di VINO.




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le vie del signore
post pubblicato in diario, il 27 maggio 2013


Come le vie del Signore, anche le strade per trovare un lavoro possono essere tante e le più imprevedibili. Una grande azienda tedesca, la SAP, ritenuta la più importante società di software in Europa, ha deciso di assumere centinaia di persone affette da autismo, una patologia psichiatrica più diffusa di quanto non si creda. Le impiegherà come programmatori, collaudatori di software, specialisti nel controllo della qualità dei dati.

 

La SAP ha fatto questa scelta nella convinzione che gli autistici siano capaci di svolgere al meglio questi lavori. Secondo un reportage di Alessandro Alviani della Stampa, il capo del personale della SAP, Luisa Delgado, ha spiegato: «Possiamo affrontare le sfide del ventunesimo secolo soltanto se impieghiamo dipendenti che pensano diversamente e in tal modo promuovono le innovazioni». A me pare che ci sia molto meno poesia, nella scelta, ma anche io (una volta) riuscii a trovare una cosa solo perché una persona ossessivo-compulsiva che mi accompagnava ebbe MOLTA più determinazione di me.

 

Un tempo l’essere diversi intellettualmente rappresentava un ostacolo nella vita lavorativa. Poi si è compreso che la diversità non era un difetto, ma una qualità. E spesso aiutava a conquistare persino livelli di eccellenza. Molti ne erano convinti già molti anni fa. Racconta G. Panza il consiglio che gli offrì uno dei suoi docenti all’università di Torino, Luigi Firpo, nel 1955: «Caro Pansa, devi sempre proporti un obiettivo non perseguito da altri. Cerca una strada nuova e non aver paura di percorrerla. Datti il coraggio di osare. Scoprirai che, al di là dei risultati, è un buon sistema per non annoiarsi. Un po’ come succede quando si corteggia una donna», aggiunse sornione.

 

 

 




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dopo vent’anni nessun mandante
post pubblicato in diario, il 27 maggio 2013


La notte tra il 26 e il 27 maggio 1993, alle 1:04 l’esplosione sventrò la Torre del Pulci, sede dell’Accademia dei Georgofili, e si propagò agli Uffizi e ai palazzi vicini. Sotto le macerie rimasero i corpi di Nadia Nencioni, nove anni non ancora compiuti, della sorellina Caterina, di pochi mesi e dei genitori Fabrizio e Angela. Uno studente di architettura, Dario Capolicchio, morì nel rogo dell’appartamento in via dei Georgofili. Altre 48 persone rimasero ferite. 

 

I vigili del fuoco si trovarono di fronte uno scenario da bombardamento bellico. La prima ipotesi, nella notte, fu lo scoppio di tubature del gas. Nel caos delle macerie era difficile individuare il cratere che avrebbe svelato l’attentato, nessuno immaginava che si trattasse di terrorismo mafioso legato all’attentato a cui, a Roma, era scampato Maurizio Costanzo. Impossibile intuire ciò che doveva arrivare due mesi dopo: le bombe sincronizzate in via Palestro a Milano e contro le chiese di Roma.

Gli stragisti corleonesi sono stati individuati e processati. Resta aperto il capitolo dei possibili mandanti. Scoprirli è un traguardo che il procuratore di Firenze, Giuseppe Quattrocchi, ha ribadito di voler perseguire a oltranza: «Se qualcuno dentro o fuori le carceri, ha la consapevolezza e la coscienza di poter dire qualcosa che non sappiamo, ce lo dica o soltanto ce lo faccia capire: ci basta».

 

 

 

 




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Su Bologna
post pubblicato in diario, il 27 maggio 2013


           

Come al solito il problema bolognese (finanziamenti alla scuola privata) si basa su una confusione.

Ci sono ottime scuole private in cui ottimi insegnanti educano ottimi studenti che ne escono ottime persone. Ma la scuola privata conosce anche casi di mediocri scuole con mediocri insegnanti che insegnano a mediocri studenti, o che li rendono tali.

 

Poi c’è la scuola pubblica, che offre (od almeno dovrebbe) lo stesso servizio a partire da un’idea di responsabilità pubblica di un paese nei confronti dell’educazione e della crescita dei propri cittadini, almeno come ideologia,,, che come tutti sanno (sto cazzo!) è falsa coscienza. La scuola, per l’Italia e per la sua Costituzione è un impegno, un progetto e una necessità sociale: esaurienti e soddisfacenti. Lo sono stati per molto tempo (1859 – legge Casati), non era un’utopia irrealizzabile, siano a quando sono arrivati “quelli bravi”.

 

Poi arrivati quelli “bravi” la nostra istruzione ha cominciato a fare acqua, il problema è tutto qua.




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crollo in borsa
post pubblicato in diario, il 27 maggio 2013


Cina, il primo ministro Li Kequiang, ha dichiarato: ”Solo i meccanismi del mercato possono orientare la navigazione dell’economia cinese in acque agitate" Aggiungendo tra l'altro, che occorre ridurre l'impatto della burocrazia il "potere nascosto", sulle imprese".(Guido Santevecchi, Corriere del 26/5.) Sembra surreale, ma la proposta è arrivata in concomitanza di un dato negativo (che ha cusato problemi alle borse europee): il PIL cinese nel primo trimestre è cresciuto solo del +7,7%.

 

(astenersi comunisti nostrani)




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