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proprio giaguaro non e', ma il sestante proprio manca!
un successo
post pubblicato in diario, il 12 gennaio 2014


Discorso Napolitano, è boom di ascolti titola l'UNITA', ma 10 milioni in tutto sulle tv generaliste., quanto una serata sotto tono del Festival di Sanremo non paiono un successo: la kermesse canora va in onda su unico canale, il discorso di fine anno del Capo dello Stato a reti unificate comprese quelle a pagamento. E' vero che il rispetto allo scorso anno gli italiani che hanno seguito Giorgio Napolitano sono stati il 2,8% in più, ma i 9 milioni 981mila telespettatori di quest'anno, pur in aumento rispetto ai 9 milioni e 702mila del 2012, rappresentano comunque, boicottaggio o meno, appena il 16,7% dell'intera popolazione italiana. Una disaffezione indiscutibile da parte del pubblico televisivo che dal 2006 a ieri ha progressivamente disertato il tradizionale appuntamento mentre, il server del sito su cui veniva trasmesso in diretta il contro-discorso di Beppe Grillo andava in tilt già pochi istanti dopo l'inizio. Lo share presidenziale è passato, infatti, dal 78,08 dell'ultimo discorso di Carlo Azeglio Ciampi nel 2005 alle medie molto più basse degli ultimi anni: 12 mesi fa, per esempio, si era fermato al 54,98 contro il 66% del 2006, l'anno della prima elezione di Napolitano al Colle, una percentuale già molto inferiore rispetto a quella registrata l'anno prima. In termini assoluti i telespettatori erano scesi a 9 milioni e 702mila nel 2012 (partivano da 11 milioni sette anni fa), che secondo la Rai sarebbero almeno 13 milioni sommando il pubblico delle reti satellitari e del web. Il trend dello share è stato, infatti, sempre in calo: 66% nel 2006, 65,5% nel 2007, 65,4% nel 2008, 65% nel 2009, 60,1 nel 2010, 56,1 nel 2011, 54,9 nel 2012. Il messaggio di fine anno del presidente della Repubblica è stato seguito su tutti i canali Rai complessivamente da 7 milioni 149mila spettatori e, in particolare, su Rai1 da 4 milioni 935mila pari a uno share del 26,23% su Canale5 i telespettatori sono stati 2.177.000 per uno share dell’11,56% mentre su La7 lo hanno seguito in 706.000 per uno share del 3,75%. Davvero troppo poco per parlare di successo.


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permalink | inviato da albertolupi il 12/1/2014 alle 0:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Dalla violenza al clima, quante fesserie "percepite"… e quanti interessi!
post pubblicato in diario, il 11 gennaio 2014


A forza di percepire si confonde ciò che è con ciò che ci pare essere, è l'opinione che sovrasta i fatti. Il termine percepire oggi viene usato a sproposito. Peggio, viene usato per distorcere la realtà. Il termometro segna 5 gradi? Nessun giornale e nessuna televisione riporta (a parte il meteo) il dato corretto, ma dichiara: la temperatura percepita è di 5 gradi, magari sotto lo zero. Ma che senso ha il verbo «percepire» applicato alla meteorologia quando esistono strumenti capaci di misurare perfettamente il freddo e il caldo? Incomprensibile. Naturalmente nulla da eccepire se si dice che malgrado una temperatura non estrema, il resto delle condizioni creano un clima di freddo cane o caldo porco Lo stesso metodo pressappochista è usato in ogni campo: la miseria percepita, i danni della criminalità percepiti. Qui a forza di percepire si confonde ciò che «è» con ciò che ci pare essere, per raffronto con nostri personali parametri. L'opinione sovrasta i fatti. Ieri abbiamo tutti letto sul Corriere della Sera un interessante articolo di Dino Martirano che sottolineava un fenomeno positivo: gli omicidi in Italia, dall'Unità a oggi, sono calati costantemente raggiungendo, nel 2013, il minimo storico: 480 morti ammazzati. Un'inezia, se si considera che la popolazione supera i 60 milioni. Ciononostante - le statistiche sui grandi numeri dicono sempre la verità - i nostri connazionali, precisa Martirano, hanno la percezione che la violenza non sia affatto diminuita, bensì aumentata. Siamo diventati tutti stupidi? Evidentemente, sì. Siamo il Paese europeo con il più basso numero di delitti, come facciamo a percepire il contrario? Mistero, o meglio: auditel e ricerca di lettori spingono ad ingigantire quanto più i fatti che magari sono solo tristi. Cento e rotti anni orsono, quando i compatrioti erano meno di 40 milioni, le persone assassinate erano annualmente oltre 2.000 e adesso sono soltanto 480, malgrado un incremento demografico del 25%. Anche un deficiente dovrebbe comprendere che le cose vanno assai meglio che in passato. Nossignori. Noi percepiamo che nel nostro pacifico Paese pullulano gli omicidi. È una balla grossissima. Però la percepiamo come verità. Proseguendo nella lettura del pregevole servizio di Martirano, scopro un'altra cifra meritevole di riflessione: sui 480 omicidi compiuti nel 2013 - ribadisco: cifra bassissima - quante sono state le donne accoppate? Il 30 per cento. Una netta minoranza, visto che il 70 per cento delle vittime sono stati maschi. Tuttavia si polemizza e si discute soltanto di femminicidio, al punto che si è pensato di studiare e approvare una legge apposta per punire più severamente l'ammazzamento delle donne. Il criterio della quale è il seguente: fare fuori una donna è più grave che stecchire un uomo, vecchio o giovane che sia. Disgraziatamente nessuno si è messo a disaggregare i dati ed a controllare quanti sono gli uomini uccisi nell'ambito familiare dalle rispettive compagne o mogli, e quante invece sono le donne uccise dai rispettivi mariti ovvero compagni ovvero ex mariti o ex compagni o ex fidanzati! Mi pare però che il concetto d’Uxoricidio come omicidio aggravato, al pari del Parricidio, Matricidio esista già. L'unica cosa che personalmente percepisco è che abbiamo perso la trebisonda. Il pregiudizio ha preso il sopravvento sul giudizio oggettivo. In altri termini, parliamo a vanvera su tutto e di tutto, trascurando la realtà. Che è diversa da come la immaginiamo. Pardon, da come la percepiamo. Anche le catastrofi previste, pardon percepite, in campo metereologico sono cambiate nel tempo: dopo la prossima era glaciale, sostituita da altre apocalissi, dalla scomparsa della neve e l’evaporazione del Mediterraneo si è passati a qualcosa di più vago, gli «eventi estremi». Mai come oggi le immagini di qualche calamità naturale riescono a raggiungere miliardi di persone in pochi minuti. La copertura mediatica si è moltiplicata grazie a web e social network, e lo stesso racconto dei fatti è divenuto più emotivo, urlato, meno ponderato. Ecco che a ogni uragano, tifone, pioggia violenta o freddo record ci viene ricordato come tutto ciò sia semplicemente un antipasto di quello che i cambiamenti climatici stanno preparando per noi. Sempre più eventi estremi e sempre più violenti, ammoniscono gli esperti. Poco importa che lo stesso IPCC ammetta che non esistono evidenze scientifiche di una forte correlazione tra i cambiamenti climatici e questi fenomeni, e che soprattutto non si sia registrato alcun aumento significativo di frequenza o intensità di uragani e affini. Di più: sono oltre otto anni che un uragano di categoria 3 o superiore non tocca terra negli Stati Uniti, record dai tempi della Guerra civile, e il 2013 sarà ricordato come l’anno con il minor numero di tornado, da quando questi si contano, in America. Eppure la scienza che finisce sui giornali continua a dirsi certa che il clima stia cambiando in un’unica direzione e per colpa dell’uomo. Il clima è sempre cambiato nella storia del nostro pianeta, sottolineano gli “scettici”. Ma non così in fretta, ribadiscono i “catastrofisti”. Non si può negare ad esempio che stiamo vivendo un inverno più mite del solito quest’anno in Europa, ma l’ondata di gelo che ha colpito gli Stati Uniti nei giorni scorsi non fa venire subito in mente il riscaldamento globale. Ovviamente ieri la Casa Bianca si è affrettata a spiegare che il “vortice polare” che ha ghiacciato l’America sarebbe colpa del global warming, e che anzi “crescenti prove suggeriscono che il tipo di freddo estremo in corso mentre parliamo è un evento che ci aspettiamo di vedere con maggiore frequenza visto che il riscaldamento globale continua”. Curioso, dato che appena due mesi fa in un executive order il presidente Barack Obama chiedeva ai suoi cittadini di prepararsi “a periodi di temperature estremamente elevate” a causa dei cambiamenti climatici. La cosa più divertente della faccenda è che la correlazione tra freddo record e global warming l’ha fatta John Holdren, consulente scientifico del presidente americano. Lo stesso John Holdren che nel 1971 scriveva in un libro che le attività umane avrebbero causato l’abbassamento delle temperature globali e l’inizio di una nuova èra glaciale. La verità è che il clima assomiglia dannatamente al calcio: ognuno può dire quello che vuole e troverà sempre qualcuno a sostenere la sua tesi. Il discorso vale tanto più sulle previsioni, che spaventano quando vengono fatte e sono già dimenticate quando non si avverano. La nave russa Akademik Shokalskiy è partita a metà dicembre alla volta dell’Antartide ed è poi rimasta bloccata dai ghiacci troppo spessi per essere rotti persino dalle navi rompighiaccio giunte in soccorso nei giorni di Natale: a differenza dei ghiacci del Polo Nord, in crescita quest’anno ma in “generale diminuzione”, quelli antartici stanno aumentando. Eppure si è letto, appena due giorni fa il Guardian che i pinguini imperatore dell’Antartide sono stati costretti a spostarsi per cercare cibo a causa delle temperature troppo elevate. Colpa del global warming? Possibile, ma allora perché i ghiacci aumentano? Ed era colpa del global warming anche l’ondata di caldo che colpì quelle zone nel 1934, con temperature fino a 25 gradi sopra lo zero, come testimoniano alcuni articoli di quell’epoca? Evidentemente no, dato che il global warming è fenomeno recente. Eppure in quegli anni i ghiacciai erano meno estesi di oggi. Sono poi seguiti anni freddi, tanto che negli anni Settanta si arrivò a temere l’inizio di una piccola éra glaciale. I dati dicono che globalmente i ghiacci sono in diminuzione, ma con dinamiche diverse da quelle previste con i modelli matematici. Oggi appare difficile sostenere che la scienza non abbia più dubbi sul comportamento del clima, e comunque dire che “la maggior parte degli scienziati pensa che sia così” ha paradossalmente poco di scientifico: in questo campo la verità non è democratica, né viene decisa dalla maggioranza (anzi le maggiori scoperte scientifiche sono avvenute andando contro il pensiero mainstream del momento). Un recente studio su 11.944 lavori redatti da 29.083 autori e apparsi su riviste scientifiche nel periodo 1991-2011 ha dimostrato che il 66,4 per cento dei ricercartori non prende posizione pro o contro la teoria del global warming antropico, il 35,5 per cento la accredita e lo 0,7 per cento la confuta; ma sui media e nell’opinione pubblica passa quasi esclusivamente la versione delle temperature in rialzo per colpa delle attività umane. perché? A partire dal 27 gennaio, per la durata di quattro settimane, la World Bank organizza il MOOC (Massive Open Online Course), un corso online direttamente presentato così: “Questo Massive Open Online Course, ospitato dalla piattaforma educativa Coursera, è gratuito e contiene un’immagine delle più recenti evidenze scientifiche e azioni pratiche su quello che può essere fatto per contrastare il cambiamento climatico, una minaccia che riguarda tutti noi. Esplora gli scenari futuri del tuo mondo: la tua comunità sarà più arida o più umida? Sarà più calda o più fredda? In che modo le tue risorse alimentari e idriche saranno condizionate dal cambiamento climatico? Le città possono essere rese più verdi? Quali passi potete intraprendere tu e la tua comunità per prepararvi ad alcuni di questi cambiamenti?”. Perché la World Bank si interessa di clima? La risposta, ovvia, è che il clima è diventato un grande affare economico che ruota attorno agli affari per l’approvvigionamento energetico e il trasferimento di risorse dai paesi sviluppati a quelli in via di sviluppo. Quando si tratta di affari, naturalmente, vale tutto: la World Bank si trova ad esempio a organizzare corsi come quello appena citato e a raccogliere fondi per rimborsare le popolazioni degli atolli del Pacifico a rischio di rimanere sommerse dall’innalzamento degli oceani, e contemporaneamente a finanziare la costruzione di aeroporti su quegli stessi atolli. Forse per far evacuare più in fretta le isole, in caso di emergenza.

Questo è un excursus tra vari articoli mescolati dal curatore del blog.


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permalink | inviato da albertolupi il 11/1/2014 alle 20:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Yes we have
post pubblicato in diario, il 7 giugno 2013


Scrive Luca Sofri alcune parole sante:           

Non ho visto nessun giornalista – tranne che in alcuni tweet – approfittare della guerra ai giornalisti scatenata da Beppe Grillo per togliergli la gestione della questione e affrontare il tema della qualità dell’informazione italiana seriamente e in maniera estesa. L’informazione italiana ha inghiottito anche questo come fenomeno di colore da polemiche, indignazioni e baracconate congiunte, “non accettando lezioni”. E pazienza per Grillo, ma non si sono finora riviste simili riflessioni neanche relativamente alla più generale crisi economica del settore e alla perdita di senso dei giornali di fronte a internet, in Italia. Tanto che persino questa breve assunzione di responsabilità vista ieri sul New York Times – dico, sul New York Times – sul disprezzo conquistato dai giornali al pari della politica, è più di quello che si è letto da nessuna parte sui giornali italiani.

Some of you are nodding and saying: “Great! You journalists have brought this on yourselves.” To a large extent, we have. With our cynicism, superficiality, susceptibility to carnival barkers and tendency to see all politics in terms of the contest rather than the content, we’ve earned a level of public esteem not much higher than the one that members of Congress bask in. The repugnant hounding the reviled: that’s the Beltway media situation in a rancid nutshell.


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semi
post pubblicato in diario, il 5 giugno 2013


Alcuni ricorderanno quando al tempo del governo Monti, quando PD e PdL tentavano di accusarsi reciprocamente di avere affossato la riforma elettorale, Bersani alzasse come vessillo la bandiera del semipresidenzialismo alla francese (uno dei miti da eterno ritorno, sempre invocato e mai attuato) come forma di governo più efficiente.

Inter nos è un’idiozia; la Germania ed il Regno Unito, l’Olanda ed il Giappone hanno sicuramente una forma di governo più efficiente della nostra senza semipresidenzialismo alla francese, alla peggio una specie di  semipresidenzialismo alla francese la esercita Putin.

La secolare inconcludenza della “sinistra ufficiale” italiana ci permette di NON domandarci cosa sarà mai successo se oggi, a distanza di pochi mesi, molti all'interno del PD osteggiano questa formula adducendo il rischio di una «dittatura berlusconiana». E vero che cambiare opinione in politica come in ogn’altro campo è un fatto normale ma questa inversione mi sembra un po' troppo.

MA non esistono salti logici troppo grandi per coloro (contemporaneamente) che plaudono alla eliminazione dei sessi: genitore 1 e 2, ma in contemporanea sdilinquono su "femminicidio" e quote rosa………..


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Grillate, riportate da Filippo Facci:
post pubblicato in diario, il 4 giugno 2013


            Giovedì, in un video da Santoro, Beppe Grillo diceva che la doppia sede del Parlamento Europeo costa 400 milioni l’anno: ma a essere precisi sono 200. Poi ha detto che un terzo del bilancio europeo è speso per traduzioni: ma il bilancio del 2012, a essere precisi, è di 147 miliardi, e le traduzioni sono costate 330 milioni. Poi ha detto che l’Italia fornisce un terzo del bilancio dell’Unione Europea: a essere precisi è il terzo paese per contributi, che è diverso, perché significa che versa 14 miliardi su circa 140, cioè un decimo. Poi ha detto che i soldi del bilancio vanno in ipermercati e strade e petrolio: la metà dei fondi europei, a essere precisi, vanno in sovvenzioni per l'agricoltura. Poi ha citato alcuni grattacieli in bambù che Renzo Piano avrebbe progettato in Australia: a essere precisi in Australia non esistono grattacieli in bambù progettati da Renzo Piano, a Melbourne semmai esiste un palazzo di legno (non in bambù, e progettato da altri) che comunque è costosissimo. Poi ha detto che la Francia ha un bilancio di 17 miliardi di euro inferiore al nostro: a essere precisi è di 300 miliardi superiore. Sinché, domenica, Beppe Grillo ha detto che «L'Italia è come un cammello, nelle gobbe non ha più acqua». Ma i cammelli, a essere precisi, nelle gobbe non hanno acqua, hanno grasso: l'acqua la conservano nel corpo e nel flusso sanguigno. E comunque, sul suo blog, ha messo la foto di un dromedario.


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cose che capitano
post pubblicato in diario, il 21 novembre 2012


Repubblica.it ha ospitato per diversi mesi un blog di Piergiorgio Odifreddi; non me ne ero mai accorto, considero l’autore un cretino (nel benevolo senso colloquiale del termine e senza voler essere offensivo, sia chiaro: alla stregua di Einstein quando s’occupava di politica) da quando lo sentii a Radio 24 diversi anni fa. Continuo a tenere i suoi libri, ne ho alcuni, quando parlano di matematica

Odifreddi verso il 19 novembre ci ha scritto una cosa che non si sa se solo ambigua o decisamente supida o scientemente criminale:

In questi giorni si sta compiendo in Israele l’ennesima replica della logica nazista delle Fosse Ardeatine

Repubblica.it gli ha cancellato il post. Odifreddi ha chiuso il blog. Di tanto in tanto anche repubblica ne fa una giusta.

 


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la puzza...
post pubblicato in diario, il 3 maggio 2012


Di questi io non voglio memmeno sentire la puzza.

"Perché non è la puzza di una gnocca non lavata, è puzza da culo merdo!"


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Amaro in bocca
post pubblicato in diario, il 24 novembre 2011


Una modifica (a mio avviso lodevole, sebbene insufficiente) del sistema costituzionale italiano fu bocciata via referendum in un paese isterizzato dall’emergenza unitarista e antilega.

Il successivo Governo Prodi non fece nulla ed il silurato Berlusconi di questi ultimi tre anni troppo fu impegnato a manovrare per sopravvivere.

Il contenuto della resa alla democrazia sospesa, che superficialmente intendo come formazione di un governo e di una maggioranza parlamentare virtualmente tripartita, alle spalle del corpo elettorale rinnegato nel suo potere di decisione, è il nostro solo e unico problema, tutto il resto deriva di lì. Che l’accaduto sia accaduto non con la sovranità sullo stato d’eccezione, ma con una perdita secca di sovranità nazionale a favore del fragile governo del Bund tedesco, la governace intesa come “die neue Gestalt der deutsche Macht” (ammetto che il tedesco non è il mio forte), la nuova forma del potere tedesco in Europa, è un’aggravante decisiva che rende a mio giudizio impalatabile il generoso tentativo di metterci una pezza da parte del Presidente della Repubblica.

ALTRO SAREBBE se Napolitano si facesse promotore di una riforma istituzionale tipo V Repubblica francese.

 

 


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gli sconfitti
post pubblicato in diario, il 12 novembre 2011


Tra alcuni mesi io e altri centinaia di milioni di persone dovremo eleggere il Presidente, quello colla “P” maiuscola. Altri eleggeranno le presidênt…

Qundo qualcuno dice che si domanda cosa sia successo in Italia rispondo che credo che se lo stia domandando pure Gesù - se esiste. La cosa ha lati ridicoli che sono incomprensibili a chi ha un cervello normale, come reputo il mio.

Quando l'opposizione (in un paese) si scatena contro il governo per farlo cadere e governare lei (l'opposizione intendo), siano nella normale dinamica politica. L'anno prossimo chi è all'opposizione in Francia ed USA presenterà un suo candidato contro Sarkozy ed Obama e cercherà di convincere l'elettorato che il loro candidato farà meglio. E' vero, non è vero, o avrosimile? decideranno gli elettori.

Ma quando l'opposizione si scatena contro un governo per farlo cadere e chiamare a governare altri da lei siamo nella follia: l'opposizione in pratica dice che il governo appena caduto era di incapaci (e questo mi sta bene "lei" essendo l'opposisizione si doveva opporre) ma ANCHE LEI (opposizione) non sa che pesci pigliare.

 

Insomma hanno sfiduciato Berlusconi, e questo fa parte del gioco, ma per farlo hanno sfiduciato se stessi.

Ora se Bersani (per fare il nome di uno che mi è simpatico) non ritiene LUI stesso di essere in grado di governare perche dovrei IO avere tanta fiducia? E' stato molto chiarificatore l'intervento di Bersani a commento della situazione economica e politica italiana dopo gli ultimatum della UE: auspica un governo tecnico che faccia il lavoro sporco (ossia una macelleria sociale inaudita) e poi elezioni dove si vede sicuramente vincitore:

In pratica non sta dicendo votatemi ché sono il migliore.

 

Quindi pare che arriverà un signore, degnisimo ma sconosciuto a fare quello che se avesse fatto Berlusconi sarebbe stata chiamata "macelleria" sociale. COMPLIMENTI.

Il fatto è che con mia sorpresa anche un noto ciclista bolognese la pensa nella stessa maniera mia: “Monti è la sconfitta della politica” accdenti. “Niente contro Mario, ma bisogna riconoscere che il governo tecnico mette a rischio il bipolarismo”, dice Prodi

 

Non riuscivano a crederci e quindi alla fine l’anno chiamato.

“Drindrin. Pronto professor Romano Prodi, ci scusi, ma davvero l’altro giorno lei ha detto, a una radio svizzera, che il governo tecnico è una sconfitta per la politica”? Prodi fa una lunga pausa e poi gentilmente risponde alla domanda. “Proprio così”.

“Lo sapete: Mario Monti lo conosco da molto tempo, siamo amici, non solo colleghi, è una persona di cui l’Italia si può fidare, è una garanzia importante per i mercati, è un punto di riferimento fondamentale per il mondo finanziario, ma detto questo un governo tecnico resta un governo tecnico; e un governo tecnico per la politica come la intendo io resta comunque una sconfitta per la politica”.

 

Ma sconfitta in che senso, professore?

“Nel senso che in una società moderna come la nostra, in cui finalmente il bipolarismo ha cominciato a scorrere in modo fluido nel sangue della politica, non è incoraggiante vedere i partiti perdere il loro ruolo guida all’interno della democrazia. Per carità: una soluzione per l’Italia è importante che venga trovata in modo urgente, e il nostro paese non può continuare a essere utilizzato all’estero come se fosse il capro espiatorio di tutti i mali del mondo, ma una persona come me, che ha fatto del bipolarismo un suo tratto distintivo, non può che essere preoccupata dall’idea che una sconfitta della politica possa tradursi anche in una sconfitta del bipolarismo. Questo no. Questo farei fatica ad accettarlo”.

Eccolo dunque il ragionamento del professor Prodi.

Ma Monti (uno si chiede) in fondo non è il simbolo di una nuova forma di “serietà al governo”? La risposta, secca, era sul Financial Times di ieri: “Leaders needed not just managers”, nel senso che i manager saranno molto bravi e molto preparati e molto autorevoli e molto seri ma per essere governati davvero i paesi hanno bisogno di leader, di leader veri.

 

Lo pensa il Financial Times. Lo pensa Prodi.

“Io – dice Stefano Esposito, quarantenne deputato bersaniano del Pd – credo che il rischio che oggi corriamo, quando parliamo di governo tecnico, è che ci sfugga di mano la situazione una volta dato il là a questo nuovo esecutivo. Mi spiego [retoricamente è male, ma glielo perdoniamo]. Oggi questo governo nasce come reazione [sic!] a un commissariamento avvenuto nel nostro paese, e un nuovo governo dovrebbe porre un freno a questa limitazione di sovranità. Per questo dico che a un vero democratico non può che mettere i brividi la sola idea che un nuovo governo invece che rendersi indipendente da un’Europa guidata dal direttorio franco-tedesco sia ancora più legato a questo direttorio. E allora mi chiedo: è davvero questo quello di cui ha bisogno l’Italia?”.

Io mi chiedo se era così necessario lanciare il famoso siluro di Ochetto.

 

 


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il dettaglio, il diavolo...
post pubblicato in diario, il 30 ottobre 2011


Fini tira in ballo la moglie di Bossi come fosse la profittatrice unica di una possibilità che il consociativismo offriva a milioni di italiani, la baby-pensione. Un altro Lupi ha commentato a quali livelli di miseria politica e caratteriale possa arrivare la terza carica dello Stato e, come un livore senza controllo possa essere protagonista dello scontro politico.


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permalink | inviato da albertolupi il 30/10/2011 alle 17:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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