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proprio giaguaro non e', ma il sestante proprio manca!
salvare l'Italia
post pubblicato in diario, il 26 luglio 2014


Gli accordi di Plombiers tra Cavour e Napoleone III prevedevano la costituzione dell’Italia in tre stati, Nord, centro (stato della Chiesa) ed al sud il mantenimento della monarchia Borbonica.
Non è mai stato chiaro cos’abbia spinto Torino a invadere il sud Italia, ma insomma lo fece e poi si impossessò della parte adriatica dei territori papali.

”Da lungo tempo si chiede al Sommo Pontefice che si riconcilii con il progresso e con la moderna civiltà. Ma come mai potrà avvenire un simile accordo, quando questa moderna civiltà è madre e propagatrice di infiniti errori e di massime opposte alla fede cattolica?” Il 18 marzo 1861 dopo che venne proclamato a Torino il Regno d'Italia, Pio IX con l'Allocuzione ufficiale sopra riportata una tempestiva risposta a Vittorio Emanuele.

Il XVIII e XIX secolo erano meno baciapile del XX e del XXI!
Poi la caduta di Napoleone III permise al Governo italiano il (maramaldesco) colpaccio di Roma.
Ad Onore del vero gl’italiani cercarono d’ottenere una soluzione diplomatica ma sena successo Pio IX rispose a V.E.II. l’11 settembre 1870:
« Maestà,
Il conte Ponza di San Martino mi ha consegnato una lettera, che a V.M. piacque dirigermi; ma essa non è degna di un figlio affettuoso che si vanta di professare la fede cattolica, e si gloria di regia lealtà. Io non entrerò nei particolari della lettera, per non rinnovellare il dolore che una prima scorsa mi ha cagionato. Io benedico Iddio, il quale ha sofferto che V.M. empia di amarezza l'ultimo periodo della mia vita. Quanto al resto, io non posso ammettere le domande espresse nella sua lettera, né aderire ai principii che contiene. Faccio di nuovo ricorso a Dio, e pongo nelle mani di Lui la mia causa, che è interamente la Sua. Lo prego a concedere abbondanti grazie a V.M. per liberarla da ogni pericolo, renderla partecipe delle misericordie onde Ella ha bisogno. »

Dieci giorni dopo la breccia di Porta Pia: data la sproporzione delle perdite: italiani oltre 40, papalini meno di 20 l’Italia unita iniziava con una figuraccia.

Ma il peggio doveva venire e venne.
Secondo la leggenda, infatti, Pio IX avrebbe abbandonato la sua reggia scagliando un terribile anatema su tutti gli usurpatori che vi si sarebbero istallati dopo la cacciata del Papa Re. A suffragare i timori di tanti superstiziosi il contenuto sibillino di una circolare diramata poco dopo il 20 settembre 1870 da Monsignor Antonelli, Cardinale di Santa Romana Chiesa e Segretario di Stato di un Pontefice ormai sovrano del solo Vaticano. Vittorio Emanuele, scriveva Antonelli, «ha commesso un attentato di fronte al quale era rifuggito lo stesso Mazzini allorquando nel 1848 proclamava la sua repubblica».

Infatti il solo Pertini, che non abitava in Quirinale, tra i capi di stato italiani s’è salvato, qualcuno obietterà su Einaudi, ma considerate come, dopo la sua presidenza il liberalismo politico, in Italia si sia dissolto.
 
Insomma se volete salvare l’Italia fuori la presidenza della repubblica dal Quirinale!


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un successo
post pubblicato in diario, il 12 gennaio 2014


Discorso Napolitano, è boom di ascolti titola l'UNITA', ma 10 milioni in tutto sulle tv generaliste., quanto una serata sotto tono del Festival di Sanremo non paiono un successo: la kermesse canora va in onda su unico canale, il discorso di fine anno del Capo dello Stato a reti unificate comprese quelle a pagamento. E' vero che il rispetto allo scorso anno gli italiani che hanno seguito Giorgio Napolitano sono stati il 2,8% in più, ma i 9 milioni 981mila telespettatori di quest'anno, pur in aumento rispetto ai 9 milioni e 702mila del 2012, rappresentano comunque, boicottaggio o meno, appena il 16,7% dell'intera popolazione italiana. Una disaffezione indiscutibile da parte del pubblico televisivo che dal 2006 a ieri ha progressivamente disertato il tradizionale appuntamento mentre, il server del sito su cui veniva trasmesso in diretta il contro-discorso di Beppe Grillo andava in tilt già pochi istanti dopo l'inizio. Lo share presidenziale è passato, infatti, dal 78,08 dell'ultimo discorso di Carlo Azeglio Ciampi nel 2005 alle medie molto più basse degli ultimi anni: 12 mesi fa, per esempio, si era fermato al 54,98 contro il 66% del 2006, l'anno della prima elezione di Napolitano al Colle, una percentuale già molto inferiore rispetto a quella registrata l'anno prima. In termini assoluti i telespettatori erano scesi a 9 milioni e 702mila nel 2012 (partivano da 11 milioni sette anni fa), che secondo la Rai sarebbero almeno 13 milioni sommando il pubblico delle reti satellitari e del web. Il trend dello share è stato, infatti, sempre in calo: 66% nel 2006, 65,5% nel 2007, 65,4% nel 2008, 65% nel 2009, 60,1 nel 2010, 56,1 nel 2011, 54,9 nel 2012. Il messaggio di fine anno del presidente della Repubblica è stato seguito su tutti i canali Rai complessivamente da 7 milioni 149mila spettatori e, in particolare, su Rai1 da 4 milioni 935mila pari a uno share del 26,23% su Canale5 i telespettatori sono stati 2.177.000 per uno share dell’11,56% mentre su La7 lo hanno seguito in 706.000 per uno share del 3,75%. Davvero troppo poco per parlare di successo.


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libertà di parola
post pubblicato in diario, il 5 luglio 2013


"Italia paese di merda" è vilipendio alla nazione: condannato un anziano

Multato dai carabinieri per avere un faro rotto, un 71enne sbotta: "Che Italia di merda". Ora deve pagare mille euro per aver vilipeso la nazione.

Giustamente alla Zanzara hanno fato sentire un M5S che parlava di un paese di merda con un popolo di merda... ed a tonnellate la merda si spamde sul web.

Come diceva Andreotti: "«La legge è uguale per tutti» i giudici lo hanno alle spalle: dovrebbe invece stargli scritto di fronte, in modo che lo potessero leggere".


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cialtroni o ladroni?
post pubblicato in diario, il 5 agosto 2010


Per la Corte dei Conti, «grazie al concorso e alla relativa responsabilità di funzionari», le truffe a scapito dell'Ue nel settore agricolo hanno superato i 320 milioni di euro. Le Regioni in cui si sono riscontrate le maggiori irregolarità sono quelle (casualmente) del Sud.

Come l'Italia froda l'Europa
 

- di Gianmaria Pica, prima pagina del Riformista
Il 2 luglio il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, diede dei "cialtroni" ai governatori delle Regioni del Mezzogiorno, accusandoli di non saper utilizzare i fondi pubblici e quelli europei. Nei giorni scorsi il ministro ha spiegato che la parola "cialtroni" «era forse un po' da conversazione». La scorsa settimana il Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) ha operato una ricognizione sullo stato di utilizzo del Fas e delle risorse europee. Il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, ha definito «preoccupante» il quadro emerso: solo il 43 per cento del fondo Fas destinato agli anni 2000-2006 è stato utilizzato. Anche il capo del Tesoro è tornato sull'argomento: «Abbiamo iniziato con l'inventario dei flussi finanziari, i numeri indicano grandi capitali arrivati e pochi spesi e ora cerchiamo di iniziare una nuova politica per il Sud». Ma quando si parla di fondi pubblici destinati alle Regioni, non si fa riferimento solo ai fondi Fas. Ma anche dei milioni di euro stanziati dall'Unione europea per tutelare i piani e le politiche che le amministrazioni locali italiane hanno messo in campo per salvaguardare il settore agricolo. Ed è proprio in questo settore che il "cialtronismo" di cui parla Tremonti si combina con il bizantinismo politico delle Regioni. I fondi ci sono e per ottenerne sempre di più, ecco che spuntano irregolarità e frodi. Secondo la Corte dei Conti, al 31 dicembre 2009, le frodi sui fondi Ue in materia agricola hanno superato i 320 milioni di euro. Una cifra enorme che deriva da truffe studiate per ottenere illecitamente i soldi stanziati dalla Comunità europea. Le Regioni in cui si sono riscontrate le maggiori irregolarità sono quelle del Mezzogiorno: tra frodi al Fondo europeo di sviluppo regionale, Fondo sociale europeo, Fondo europeo agricolo e allo Strumento finanziario di orientamento per la pesca, le amministrazioni del Sud devono recuperare complessivamente 93,5 milioni di euro. Seguono le Regioni del Nord (totale da recuperare 15,4 milioni) e quelle del Centro (8 milioni). I giudici contabili - Francesca Apicella, Vincenza Cusmai e Domenico Tolomei, guidati dal magistrato istruttore Maria Teresa Polito - hanno riscontrato per la Regione Calabria, negli anni 2003-2009, 126 casi di irregolarità per un importo di oltre 30 milioni euro. Nel 2003, il primo anno di accertamento, quasi tutti i casi segnalati sono stati registrati nel settore della produzione dell’olio di oliva: i produttori-truffatori per ottenere gli aiuti dall'Ue hanno presentato dichiarazioni fittizie su quantitativi di olio mai prodotto, o comunque risultante non compatibile con le caratteristiche agronomiche delle piante dichiarate. Due anni dopo, nel 2005, sono state segnalate dalla Corte pratiche illegali tutte nell'ambito della trasformazione degli agrumi. Si tratta di irregolarità messe in atto con modalità fraudolente penalmente rilevanti: si riferiscono a utilizzazione e trasformazione fittizia dei prodotti. […] lo scorso anno, la Corte dei Conti ha ricevuto 17 segnalazioni per un importo di spesa complessiva pari a 1,68 milioni di euro: il settore in cui sono state riscontrate le irregolarità è prevalentemente quello della zootecnia (bovino, ovino, caprino). Per la Regione Puglia, per gli anni che vanno dal 2003 al 2009, i casi di irregolarità riscontrati sono complessivamente 35 e per un importo di spesa irregolare di quasi 18,4 milioni di euro.
Sud cialtrone o ladrone?
Per i giudici contabili le irregolarità riscontrate nel Mezzogiorno d'Italia - sia per il numero dei casi di frodi segnalate (553), sia per gli importi da recuperare (quasi 123 milioni di euro, negli anni 2003-2009) - superano di gran lunga il 90 per cento delle irregolarità complessivamente segnalate in tutto il territorio nazionale.

(n.b. questo è un sunto, il link porta all'articolo)


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permalink | inviato da albertolupi il 5/8/2010 alle 9:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
in un pese NORMALE (2)
post pubblicato in diario, il 21 maggio 2010


 

Alla vigilia delle elezioni inglesi piacque a chi cura questa paginetta informare i suoi 25 lettori (magari!) del fatto che nella perfida Albione (probabilmente a riprova della perfidia della stessa) il giorno prima delle elezioni agli elettori fossero comunicati i sondaggi più recenti.

Adesso vorrei scrivere di un altro paese, che non so se sia normale o speciale. Nella solatia California tra dieci giorni ci saranno le Primarie. Chi è cittadino, e registrato come elettore riceve - a cura dello stato - circa un mese prima per posta una guida che contiene la descrizione dei candidati, e delle proposte di referendum, con annessa comunicazione delle possibili conseguenza delle proposte stesse, argomenti pro e contro, liste di chi appoggia chi e cosa e così via.

Va altresì detto che sta al cittadino appena arrivato nel territorio della Contea di passare per la posta, prendere un modulo e iscriversi, al contrario dell'Italia dove uno viene seguito dal proprio fascicolo elettorale. Una persona (in genere) si iscrive con questo ad un partito – o declina di farlo – e sceglie se vuole votare per posta.

In questo caso dieci giorni prima delle elezioni riceve la scheda elettorale (una unica) con tutte le elezioni cui e' abilitato. E vota per il consigliere comunale, lo sceriffo il procuratore....

Ora supponete una persona che abbia una doppia cittadinanza e riceve una cartolina dall'Italia che gli comunica, a urne aperte e risultati acquisiti, che se paga il biglietto aereo sino a Milano potrebbe avere il piacere di votare alle regionali, e pure la scheda elettorale dello stato di California e domandatevi: quale è per lui il paese “normale”?


 


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permalink | inviato da albertolupi il 21/5/2010 alle 17:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
in un pese NORMALE
post pubblicato in diario, il 6 maggio 2010


Sondaggio del 4 Maggio sulle intenzioni di voto inglesi:

Conservatori                    34%

Liberaldemocratici           29%

Laburisti                           28%

e lo si sa anche in inghilterra (finche' il link funziona).


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Tutti patrioti
post pubblicato in diario, il 5 maggio 2010


 Dal presidente della camera in giù (il Presidente della Repubblica, per motivi costituzionali non conta) fino alle sinistre più estreme è una corsa di tutti a baciare la bandiera dopo la battuta di Bossi. Ma si pmette di parlare e discutere un po' di come è avvenuta l'unità d'Italia, sarebbe lesa maestà.

Ovviamente il richiamo a studi, alle sudate carte, lo può fare solo Umberto Eco quando intende offendere gli altri (politicamente intesi).

Oggi si deve solo festeggiare e basta, guai a ricordare che l'unità di questo paese è avvenuta invasioni di stati sovrani seguite da annessioni plebiscitarie truccate, scambi di prede belliche, guerriglie inoculate ad hoc in territorio straniero (inteso come non in possesso della dinastia sabauda). Una roba che più dinastica, autoritaristica e tipicamente ancienne regime non si poteva.

Ma si potrebbe anche perdonare (il carro della storia procede su cataste di morti), se poi non fossero seguite una serie di scelte disastrose, dal trasferimento della capitale, alle leggi responsabili dell'attuale assetto regionale che hanno reso il paese quel che si può dire con Dante: “non donna di province ma bordello.”


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25 aprile
post pubblicato in diario, il 25 aprile 2010


Per ragioni che spieghero' forse un giorno, il capitolo 2a guerra, mi trova dalla parte dei vincitori e non dei vinti.

Ma proprio per questo sono molto sensibile alle sofferenze dei vinti, quando non fossero giustificate dallo sforzo necessario alla vittoria.

Segnalo questo articolo di Giordano Bruno Guerri. Il fatto che appaia su "Il Giornale" non e' colpa mia, come del resto non sono responsabile di non trovare su La Stampa o Corriere un aricolo sull'aspetto contestativo del 25 Aprile di quest'anno. Solo il Sole-24Ore in maniera assolutamente sottotono da notizia.


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che finezza
post pubblicato in diario, il 13 aprile 2010


Gli avranno fatto il lavaggio del cervello. Devono avergli offerto qualche escort. Questo vecchio stronzo di merda. Vecchio scarpone inutile. Regalategli una tessera del Pdl. Vergogna. Mortacci sua. Uè, Giorgio, mi firmi sta cambiale? Bastardo. Per lui ci vuole il ricovero coatto. Deve crepare nel peggio ospizio. Non so se sia meglio un presidente così o un presidente pedofilo. Lui e altri politici possono governare perché noi italiani non abbiamo il coraggio dei thailandesi di assaltare i loro palazzi. È andato a inaugurare Vinitaly, forse c’è un nesso con il fatto che ha firmato quella legge infame. Abbi un minimo di dignità: dimettiti! Hanno preso la Costituzione e ci si sono puliti il culo: l’unica cosa che mi rallegra è che tra poco glie la faremo mangiare….

Un'Italia di scorpioni suicidi, di Giampaolo Pansa, come al solito da non perdere


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classici di ieri e oggi
post pubblicato in diario, il 6 aprile 2010


Nel secolo breve era divenuta cosa normale commentare i fenomeni politici con fraasi prese da Orwell, oggi in Italia servono ancora frasi di autori inglesi per descrivere la situazione, ma autri su un piano diverso: Antonio Vitone da Firenze mette un acuto commento alla frase "L'avanzata della Lega continuerà e anche le regioni di centrosinistra prima o poi diventeranno verdi". Egli scrive gli verrebbe da completare con un'altra citazione: "La "resistenza" è inutile" (D. Adams, La guida dell'autostoppista alla Galassia).
Ovviamente chi scrive questa nota è un Guidofilo accanito, ha i libri, la serie TV ed il film. Ma è anche un estimatore di Orwell e non può evitare di notare che siamo sì a livelli altissimi, ma dove preima c'era tragedia ora siamo solo in grado di intepretare le cose con la categoria della farsa.
Ricorda qualcosa? Per chi avesse bisogno della risposta, “Hegel nota in un passo delle sue opere che tutti i grandi fatti e i grandi personaggi della storia universale si presentano, per cosí dire, due volte. Ha dimenticato di aggiungere: la prima volta come tragedia, la seconda volta come farsa”.
(Marx, incipit a Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte; ed. ital. 2001, p. 45)


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