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proprio giaguaro non e', ma il sestante proprio manca!
Dalla violenza al clima, quante fesserie "percepite"… e quanti interessi!
post pubblicato in diario, il 11 gennaio 2014


A forza di percepire si confonde ciò che è con ciò che ci pare essere, è l'opinione che sovrasta i fatti. Il termine percepire oggi viene usato a sproposito. Peggio, viene usato per distorcere la realtà. Il termometro segna 5 gradi? Nessun giornale e nessuna televisione riporta (a parte il meteo) il dato corretto, ma dichiara: la temperatura percepita è di 5 gradi, magari sotto lo zero. Ma che senso ha il verbo «percepire» applicato alla meteorologia quando esistono strumenti capaci di misurare perfettamente il freddo e il caldo? Incomprensibile. Naturalmente nulla da eccepire se si dice che malgrado una temperatura non estrema, il resto delle condizioni creano un clima di freddo cane o caldo porco Lo stesso metodo pressappochista è usato in ogni campo: la miseria percepita, i danni della criminalità percepiti. Qui a forza di percepire si confonde ciò che «è» con ciò che ci pare essere, per raffronto con nostri personali parametri. L'opinione sovrasta i fatti. Ieri abbiamo tutti letto sul Corriere della Sera un interessante articolo di Dino Martirano che sottolineava un fenomeno positivo: gli omicidi in Italia, dall'Unità a oggi, sono calati costantemente raggiungendo, nel 2013, il minimo storico: 480 morti ammazzati. Un'inezia, se si considera che la popolazione supera i 60 milioni. Ciononostante - le statistiche sui grandi numeri dicono sempre la verità - i nostri connazionali, precisa Martirano, hanno la percezione che la violenza non sia affatto diminuita, bensì aumentata. Siamo diventati tutti stupidi? Evidentemente, sì. Siamo il Paese europeo con il più basso numero di delitti, come facciamo a percepire il contrario? Mistero, o meglio: auditel e ricerca di lettori spingono ad ingigantire quanto più i fatti che magari sono solo tristi. Cento e rotti anni orsono, quando i compatrioti erano meno di 40 milioni, le persone assassinate erano annualmente oltre 2.000 e adesso sono soltanto 480, malgrado un incremento demografico del 25%. Anche un deficiente dovrebbe comprendere che le cose vanno assai meglio che in passato. Nossignori. Noi percepiamo che nel nostro pacifico Paese pullulano gli omicidi. È una balla grossissima. Però la percepiamo come verità. Proseguendo nella lettura del pregevole servizio di Martirano, scopro un'altra cifra meritevole di riflessione: sui 480 omicidi compiuti nel 2013 - ribadisco: cifra bassissima - quante sono state le donne accoppate? Il 30 per cento. Una netta minoranza, visto che il 70 per cento delle vittime sono stati maschi. Tuttavia si polemizza e si discute soltanto di femminicidio, al punto che si è pensato di studiare e approvare una legge apposta per punire più severamente l'ammazzamento delle donne. Il criterio della quale è il seguente: fare fuori una donna è più grave che stecchire un uomo, vecchio o giovane che sia. Disgraziatamente nessuno si è messo a disaggregare i dati ed a controllare quanti sono gli uomini uccisi nell'ambito familiare dalle rispettive compagne o mogli, e quante invece sono le donne uccise dai rispettivi mariti ovvero compagni ovvero ex mariti o ex compagni o ex fidanzati! Mi pare però che il concetto d’Uxoricidio come omicidio aggravato, al pari del Parricidio, Matricidio esista già. L'unica cosa che personalmente percepisco è che abbiamo perso la trebisonda. Il pregiudizio ha preso il sopravvento sul giudizio oggettivo. In altri termini, parliamo a vanvera su tutto e di tutto, trascurando la realtà. Che è diversa da come la immaginiamo. Pardon, da come la percepiamo. Anche le catastrofi previste, pardon percepite, in campo metereologico sono cambiate nel tempo: dopo la prossima era glaciale, sostituita da altre apocalissi, dalla scomparsa della neve e l’evaporazione del Mediterraneo si è passati a qualcosa di più vago, gli «eventi estremi». Mai come oggi le immagini di qualche calamità naturale riescono a raggiungere miliardi di persone in pochi minuti. La copertura mediatica si è moltiplicata grazie a web e social network, e lo stesso racconto dei fatti è divenuto più emotivo, urlato, meno ponderato. Ecco che a ogni uragano, tifone, pioggia violenta o freddo record ci viene ricordato come tutto ciò sia semplicemente un antipasto di quello che i cambiamenti climatici stanno preparando per noi. Sempre più eventi estremi e sempre più violenti, ammoniscono gli esperti. Poco importa che lo stesso IPCC ammetta che non esistono evidenze scientifiche di una forte correlazione tra i cambiamenti climatici e questi fenomeni, e che soprattutto non si sia registrato alcun aumento significativo di frequenza o intensità di uragani e affini. Di più: sono oltre otto anni che un uragano di categoria 3 o superiore non tocca terra negli Stati Uniti, record dai tempi della Guerra civile, e il 2013 sarà ricordato come l’anno con il minor numero di tornado, da quando questi si contano, in America. Eppure la scienza che finisce sui giornali continua a dirsi certa che il clima stia cambiando in un’unica direzione e per colpa dell’uomo. Il clima è sempre cambiato nella storia del nostro pianeta, sottolineano gli “scettici”. Ma non così in fretta, ribadiscono i “catastrofisti”. Non si può negare ad esempio che stiamo vivendo un inverno più mite del solito quest’anno in Europa, ma l’ondata di gelo che ha colpito gli Stati Uniti nei giorni scorsi non fa venire subito in mente il riscaldamento globale. Ovviamente ieri la Casa Bianca si è affrettata a spiegare che il “vortice polare” che ha ghiacciato l’America sarebbe colpa del global warming, e che anzi “crescenti prove suggeriscono che il tipo di freddo estremo in corso mentre parliamo è un evento che ci aspettiamo di vedere con maggiore frequenza visto che il riscaldamento globale continua”. Curioso, dato che appena due mesi fa in un executive order il presidente Barack Obama chiedeva ai suoi cittadini di prepararsi “a periodi di temperature estremamente elevate” a causa dei cambiamenti climatici. La cosa più divertente della faccenda è che la correlazione tra freddo record e global warming l’ha fatta John Holdren, consulente scientifico del presidente americano. Lo stesso John Holdren che nel 1971 scriveva in un libro che le attività umane avrebbero causato l’abbassamento delle temperature globali e l’inizio di una nuova èra glaciale. La verità è che il clima assomiglia dannatamente al calcio: ognuno può dire quello che vuole e troverà sempre qualcuno a sostenere la sua tesi. Il discorso vale tanto più sulle previsioni, che spaventano quando vengono fatte e sono già dimenticate quando non si avverano. La nave russa Akademik Shokalskiy è partita a metà dicembre alla volta dell’Antartide ed è poi rimasta bloccata dai ghiacci troppo spessi per essere rotti persino dalle navi rompighiaccio giunte in soccorso nei giorni di Natale: a differenza dei ghiacci del Polo Nord, in crescita quest’anno ma in “generale diminuzione”, quelli antartici stanno aumentando. Eppure si è letto, appena due giorni fa il Guardian che i pinguini imperatore dell’Antartide sono stati costretti a spostarsi per cercare cibo a causa delle temperature troppo elevate. Colpa del global warming? Possibile, ma allora perché i ghiacci aumentano? Ed era colpa del global warming anche l’ondata di caldo che colpì quelle zone nel 1934, con temperature fino a 25 gradi sopra lo zero, come testimoniano alcuni articoli di quell’epoca? Evidentemente no, dato che il global warming è fenomeno recente. Eppure in quegli anni i ghiacciai erano meno estesi di oggi. Sono poi seguiti anni freddi, tanto che negli anni Settanta si arrivò a temere l’inizio di una piccola éra glaciale. I dati dicono che globalmente i ghiacci sono in diminuzione, ma con dinamiche diverse da quelle previste con i modelli matematici. Oggi appare difficile sostenere che la scienza non abbia più dubbi sul comportamento del clima, e comunque dire che “la maggior parte degli scienziati pensa che sia così” ha paradossalmente poco di scientifico: in questo campo la verità non è democratica, né viene decisa dalla maggioranza (anzi le maggiori scoperte scientifiche sono avvenute andando contro il pensiero mainstream del momento). Un recente studio su 11.944 lavori redatti da 29.083 autori e apparsi su riviste scientifiche nel periodo 1991-2011 ha dimostrato che il 66,4 per cento dei ricercartori non prende posizione pro o contro la teoria del global warming antropico, il 35,5 per cento la accredita e lo 0,7 per cento la confuta; ma sui media e nell’opinione pubblica passa quasi esclusivamente la versione delle temperature in rialzo per colpa delle attività umane. perché? A partire dal 27 gennaio, per la durata di quattro settimane, la World Bank organizza il MOOC (Massive Open Online Course), un corso online direttamente presentato così: “Questo Massive Open Online Course, ospitato dalla piattaforma educativa Coursera, è gratuito e contiene un’immagine delle più recenti evidenze scientifiche e azioni pratiche su quello che può essere fatto per contrastare il cambiamento climatico, una minaccia che riguarda tutti noi. Esplora gli scenari futuri del tuo mondo: la tua comunità sarà più arida o più umida? Sarà più calda o più fredda? In che modo le tue risorse alimentari e idriche saranno condizionate dal cambiamento climatico? Le città possono essere rese più verdi? Quali passi potete intraprendere tu e la tua comunità per prepararvi ad alcuni di questi cambiamenti?”. Perché la World Bank si interessa di clima? La risposta, ovvia, è che il clima è diventato un grande affare economico che ruota attorno agli affari per l’approvvigionamento energetico e il trasferimento di risorse dai paesi sviluppati a quelli in via di sviluppo. Quando si tratta di affari, naturalmente, vale tutto: la World Bank si trova ad esempio a organizzare corsi come quello appena citato e a raccogliere fondi per rimborsare le popolazioni degli atolli del Pacifico a rischio di rimanere sommerse dall’innalzamento degli oceani, e contemporaneamente a finanziare la costruzione di aeroporti su quegli stessi atolli. Forse per far evacuare più in fretta le isole, in caso di emergenza.

Questo è un excursus tra vari articoli mescolati dal curatore del blog.


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brrr, che freddo!
post pubblicato in diario, il 1 dicembre 2009


 Siamo a meno di una settimana dall’inizio del super-vertice sul clima a Copenaghen ed una ricerca lancia nuovamente l’allarme sul riscaldamento globale. Secondo uno studio pubblicato dal comitato scientifico della ricerca antartica (Scientific Committee on Antartic Research), infatti, il livello dei mari è destinato ad aumentare di circa 1,4 metri entro il 2100 a causa dello scioglimento dei ghiacciai al Polo Sud. Lo studio, ripreso dalla BBC, spiega che il riscaldamento sta accelerando soprattutto nella zona occidentale del continente, mettendo a repentaglio la vita della fauna locale. La perdita di Ozono, finora, aveva raffreddato la temperatura della regione, mettendola al riparo dal global warming. Oggi, spiega Colin Summerhayes, responsabile del comitato, «siamo di fronte a una fotografia che mostra chiaramente la catastrofe che abbiamo di fronte. Intanto l'Antartide (che come il vento non sa leggere) ignora gli articoli dei climatologi, o bellamente se ne frega, e continua a crescere. Nel marzo del 1980, il mar glaciale Antartico copriva 3,5 milioni di kmq. Oggi ne copre cinque milioni di kmq. Questo corrisponde ad un aumento di 1,5 milioni kmq!


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tre milioni di copie in contemporanea mondiale
post pubblicato in diario, il 28 novembre 2009


Si sa che a qualcuno piace molto caldo – il jazz – nel vecchio film con M. Monroe, ed il clima ai catastrofisti. purtroppo non rieso a formattare bene.

Si sa che a qualcuno piace molto caldo – il jazz – nel vecchio film con M. Monroe, ed il clima ai catastrofisti.
C'è chi sostiene che se fosse stato Michael Crichton a scrivere la storia di e-mail rubate all'Università dell'East Anglia che in questi giorni preoccupa (e non poco) alcuni dei più influenti climatologi del mondo, in pochi avrebbero trovato il romanzo noioso, perche non Ken Follet? Ad ogni modo nella notte di venerdì 20 novembre il Centro di ricerca sul clima (CRU) dell'Università inglese ha subito un attacco da parte di un pirata informatico che ha pubblicato su un server russo 62 mega byte di e-mail e allegati scambiati dal 1996 a oggi tra gli scienziati del famoso Centro che da tempo collabora con l'IPCC nella stesura dei rapporti dell'ONU sui cambiamenti climatici. L'attacco è stato scoperto quando l'hacker ha tentato di entrare in un altro sito. I files sino stati poi rimossi, ma chiunque li ha potuti, almeno sino a pochi giorni fa scaricare sul proprio computer. Io lo ho fatto e li ho trovati noiosi, non ho la pazienza di andare a spulciare.
Quello che disturba è a partigianeria degli organi di informazione, che ci priva (quel ci si riferisce a noi comuni mortali) delle notizie necessarie per valutare cosa sia successo. Il crimine peggiore che possa capitare in democrazia. Non possiano non segnalare questo interessantissimo post di Climate Monitor (http://www.climatemonitor.it/?p=5621). In sintesi spiega come dalle famose lettere rubate (anche E. A. Poe, allora!) emerga la volontà da parte di un gruppo importante di scienziati che studiano il clima di fermare la pubblicazione di qualunque studio non sostenesse la loro tesi del riscaldamento globale causato dall'uomo. Per questo molti climatologi negli ultimi anni si sono visti rifiutare pubblicazioni di ricerche scientifiche con tutte le carte in regola e soprattutto raramente hanno potuto contro-verificare la veridicità degli studi "catastrofisti" invece pubblicati senza sosta sulle riviste più disparate.

Con l'avviso che quello che segue lo ho trovato in un sito molto di destra, vi presento un articolo di un climatologo che a caldo (era il giorno dopo) metteva in campo tutta una serie di dubbi.

PRECISAZIONE: A ME PIACE UN AMBIENTE PULITO E NON PIACE LO SPRECO DELLE RISORSE, MA NON PER LA SOPRAVVIVENZA DEL GENERE UMANO, DI CUI NON CREDO ALL'UNIVERSO POSSA FREGARE UN FICO SECCO: UN AMBIENTE PULITO ED EVITARE LO SPRECO DELLE RISORSE SONO COSE VALIDE IN SE', obbiettivi da raggiungere anche se fossero assolutamente indifferenti, alla qualità della vita (e non sono assolutamente indiffeenti, ome non è indiffeente la bellezza),

The Death Blow to Climate Science Hacked files of the Climatic Research Unit, Global Warming a deliberate fraud
By Dr. Tim Ball Saturday, November 21, 2009
Global Warming is often called a hoax. I disagree because a hoax has a humorous intent to puncture pomposity. In science, such as with the Piltdown Man hoax, it was done to expose those with fervent but blind belief. The argument that global warming is due to humans, known as the anthropogenic global warming theory (AGW) is a deliberate fraud. I can now make that statement without fear of contradiction because of a remarkable hacking of files that provided not just a smoking gun, but an entire battery of machine guns. ("This is not a smoking gun; this is a mushroom cloud," said Patrick J. Michaels, a climatologist who has long faulted evidence pointing to human-driven warming and is criticized in the documents. Secondo quanto riportato dal NYT n.d.AL)

Someone hacked in to the files of the Climatic Research Unit (CRU) based at the University of East Anglia. A very large file (61 mb) was downloaded and posted to the web. Phil Jones Director of the CRU has acknowledged the files are theirs. They contain papers, documents letters and emails. The latter are the most damaging and contain blunt information about the degree of manipulation of climate science in general and the Intergovernmental Panel on Climate Change in particular.

Climate science hijacked and corrupted by this small group of scientists
Dominant names involved are ones I have followed throughout my career including, Phil Jones, Benjamin Santer, Michael Mann, Kevin Trenberth, Jonathan Overpeck, Ken Briffa and Tom Wigley. I have watched climate science hijacked and corrupted by this small group of scientists. This small, elite, community was named by Professor Wegman in his report to the National Academy of Science (NAS).

I had the pleasure of meeting the founder of CRU Professor Hubert Lamb, considered the Father of Modern Climatology, on a couple of occasions. He also peer reviewed one of my early publications. I know he would be mortified with what was disclosed in the last couple of days.

Jones claims the files were obtained illegally as if that absolves the content. It doesn't and it is enough to destroy all their careers. Jones gave a foretaste of his behavior in 2005. Warwick Hughes asked for the data and method he used for his claim of a 0.6°C temperature rise since the end of the nineteenth century. Jones responded, "We have 25 years or so invested in the work. Why should I make the data available to you when your aim is to try and find something wrong with it?" He has stonewalled ever since. The main reason was because it was used as a key argument in the Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) Reports to convince the world humans caused rapid warming in the 20th century. The emails obtained are a frightening record of arrogance, and deception far beyond his 2005 effort.

Another glimpse into what the files and emails reveal was the report by Professor Deming. He wrote, " With publication of an article in Science (in 1995) I gained sufficient credibility in the community of scientists working on climate change. They thought I was one of them someone who would pervert science in the service of social and political causes. So one of them let his guard down. A major person working in the area of climate change and global warming sent me an astonishing email that said. "We must get rid of the Medieval Warm Period." The person in question was Jonathan Overpeck and his even more revealing emails are part of those exposed by the hacker. It is now very clear that Deming's charge was precise. They have perverted science in the service of social and political causes.

Professor Wegman showed how this "community of scientists" published together and peer reviewed each other's work. I was always suspicious about why peer review was such a big deal. Now all my suspicions are confirmed. The emails reveal how they controlled the process, including manipulating some of the major journals like Science and Nature. We know the editor of the Journal of Climate, Andrew Weaver, was one of the "community". They organized lists of reviewers when required making sure they gave the editor only favorable names. They threatened to isolate and marginalize one editor who they believed was recalcitrant.

Total Control
These people controlled the global weather data used by the IPCC through the joint Hadley and CRU and produced the HadCRUT data. They controlled the IPCC, especially crucial chapters and especially preparation of the Summary for PolicyMakers (SPM). Stephen Schneider was a prime mover there from the earliest reports to the most influential in 2001. They also had a left wing conduit to the New York Times. The emails between Andy Revkin and the community are very revealing and must place his journalistic integrity in serious jeopardy. Of course the IPCC Reports and especially the SPM Reports are the basis for Kyoto and the Copenhagen Accord, but now we know they are based on completely falsified and manipulated data and science. It is no longer a suspicion. Surely this is the death knell for the CRU, the IPCC, Kyoto and Copenhagen and the Carbon Credits shell game.

CO2 never was a problem and all the machinations and deceptions exposed by these files prove that it was the greatest deception in history, but nobody is laughing. It is a very sad day for science and especially my chosen area of climate science. As I expected now it is all exposed I find there is no pleasure in "I told you so."


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You can download the climate change fraud documents from the link below:
http://www.filedropper.com/foi2009 or http://www.megaupload.com/?d=003LKN94


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Dr. Tim Ball is a renowned environmental consultant and former climatology professor at the University of Winnipeg. Dr. Ball employs his extensive background in climatology and other fields as an advisor to the International Climate Science Coalition, Friends of Science and the Frontier Centre for Public Policy.

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permalink | inviato da albertolupi il 28/11/2009 alle 20:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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