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proprio giaguaro non e', ma il sestante proprio manca!
E QUANDO TOCC(her)A(') A LUI?
post pubblicato in diario, il 1 settembre 2009


di Stefano Vaccara, da America Oggi del 1 settembre 2009, pag. 11 (troppo bello da non copiare)
 

è ovvio che questo non sottintende che SB debba defungere....

Quando morirà Silvio Berlusconi, che funerali avrà? Di che spessore saranno i discorsi del Presidente della Repubblica, dei leader politici avversari? Quale alto prelato del Vaticano sgomiterà per essere lui a celebrarne la messa? Su cosa si concentrano i “coccodrilli” preparati nelle redazioni dei più autorevoli giornali internazionali? Silvio Berlusconi, imprenditore italiano, leader politico, famoso nel mondo soprattutto per essere stato un grande…

Chissà se le immagini trasmesse ieri da Boston sull’ultimo saluto al senatore Ted Kennedy, abbiano fatto riflettere il Cavaliere. Suvvia, almeno di questo non se ne vogliano i suoi fan, anche al signore più potente e ricco d’Italia, prima o poi accadrà.

Anche Ted Kennedy, come i fratelli John e Bob, aveva non pochi “vizietti”. Certo, gli piacevano le belle donne, ma si dice che avesse l’attrazione più forte verso la bottiglia. Anche perché con le belle fanciulle, Ted non riuscì mai ad emulare la fama dei suoi fratelli maggiori che, si narra, si scambiavano persino le attrici. Cosa sono le docce fredde prima di ributtarsi nel lettone di Putin, in confronto alla piscina della Casa Bianca in cui le “blonde bimbos” nuotavano nude per il presidente JFK?

Eppure il senatore Ted Kennedy alla fine dei suoi giorni, come capitò anche al fratello presidente John, viene ricordato da gigante della democrazia in America, proprio da un popolo di ancora forti tradizioni puritane. Al momento della morte di un leader, le grandi democrazie sanno ben distinguere tra grandezze pubbliche e mancanze personali. Il presidente Barack Obama, così come altri leader del partito repubblicano, non hanno avuto difficoltà a sottolineare le grandezze del politico Kennedy, le grandi battaglie legislative sulla sanità, la sua “vision” per il futuro, lasciando nell’oblio qualsiasi tratto di ex incallito peccatore cristiano.

Ma se morisse Berlusconi il prossimo mese, o anche tra dieci anni, di che scriverebbero i giornali del mondo? Quali frasi potrebbero citare dalle omelie e discorsi di prelati e potenti, per far dimenticare “papi” e soffermarsi solo sullo statista?

Chissà se ci ha pensato il Premier italiano perché, finora, dalle sue mosse pubbliche non ci ha dato l’impressione di volersi assicurare ciò a cui anela ogni politico che ha raggiunto le più alte cariche: entrare tra i grandi della storia. 

Forse a Berlusconi non interessa, non ha mai posseduto quello spirito che spinge gli uomini politici, si è sempre lasciato guidare dall’istinto del businessman e dalle sue indubbie capacità di imprenditore?  Per l’uomo d’affari più che la storia conta il benessere della propria azienda. Ma l’imprenditore Berlusconi è ormai in politica da 15 anni, e allora in che stato lascerebbe “l’azienda Italia”? Ha forse raggiunto dei risultati o almeno ha iniziato le profonde riforme che consentirebbero a questo leader politico 72enne di passare indenne, quando quel suo giorno verrà, dal severo giudizio della storia d’Italia e d’Europa?

Sicuramente non aiuterà il Presidente del Consiglio l’ultima delle sue azioni politiche: quella di querelare il quotidiano “La Repubblica” per le ormai famose dieci domande che gli vengono poste da tre mesi. Passare alla storia come quel capo del governo di un paese ancora democratico che per primo perseguì giornalisti perché posero delle domande, non è niente male. Per quanto riguarda la minaccia di denunciare anche le testate estere, immaginiamo le risate nelle redazioni di quei paesi dove la stampa è libera.  Non aiuterà Berlusconi neanche l’apparire in mondovisione a Tripoli accanto a Gheddafi, sfortunatamente proprio nei giorni quando il dittatore libico celebra 40 anni al potere. Il buon fiuto degli affari del Cavaliere ancora una volta calpesta il buon senso politico.

Per Silvio Berlusconi, come per Ted Kennedy, quell’appuntamento prima o poi scadrà, e quindi dovrebbe scuotere una carriera politica finora piena solo di successi elettorali. Per farsi perdonare per i “peccati della carne”, basterà un prete, ma non perda più tempo Berlusconi con le querele. Se ha delle idée per meglio governare e trasformare l’Italia – magari non dettate da Bossi – ci provi a portarle avanti nel tempo che gli resta.

Troppo difficile? Non lo lasciano lavorare? Se ne vada subito da Palazzo Chigi allora, finché è in tempo. Chissà, magari tornando a essere soltanto l’imprenditore Berlusconi, potrà giungere a quell’appuntamento con più risultati concreti e si farà ricordare al di là delle sue debolezze umane.

 


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permalink | inviato da albertolupi il 1/9/2009 alle 18:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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