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proprio giaguaro non e', ma il sestante proprio manca!
guidici a Camerino
post pubblicato in diario, il 22 gennaio 2010


Il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) ha rimosso il giudice Tosti (non confondere con l'omonimo frate benedettino) dall'ordine giudiziario. Di fronte all'alternativa postagli dal coraggioso giudice di rimuovere i crocifissi dalle aule giudiziarie (in subordine esporre la Menorah) o di rimuovere lui, ha scelto di cacciarlo fuori dall'ordine del magistrati.
Questo fatto segnala un problema di laicità dello Stato italiamo: nella giornata di oggi è contemporaneo al ricorso del governo italiano, a suo tempo annunziato dal Ministro Gelmini, alla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo che dava ragione ai genitori di Padova che avevano contestato la presenza del Crocifisso in una aula scolastica.

Il Paese in cui avviene questo è lo stesso in cui medici cattolici dei pubblici ospedali del servizio sanitario nazionale possono rifiutarsi di praticare l'aborto perché obiettori di coscienza senza dover rinunziare al loro posto di lavoro ed al loro stipendio. La pretesa di imporre i crocifissi nei pubblici uffici è stata sempre talmente priva di ragione da essere giustificata come espressione della "cultura" nazionale. Questa giustificazione è ufficialmente sostenuta dal Vaticano il quale si rende conto che non esistono ragioni per imporre erga omnes il simbolo della religione cattolica.
La religione (fuori dai regimi teocratici) è un fatto privato.
In Italia, dal 1870 al 1929 non è mai esistito nei pubblici uffici ed in Europa non esiste quasi dappertutto.
La pretesa di imporne la presenza arrivando financo a punire coloro che non lo espongono è coerente con un'ossessione identitaria , con la voglia di fare del crocifisso uno strumento per affermare la primazia di un “Occidente” cattolico-romano-italico sull'Islam e su ogni altra cultura.

Il fronte della laicità è indebolito ed in preda al marasma. Il Partito Radicale che è stato tra i più coerenti sostenitori di Tosti probabilmente non interverrà con la dovuta forza dal momento che Emma Bonino, candidata al governatorato del Lazio, dovrà blandire l'elettorato cattolico ed il PD
non è più in grado di connettere e di stare dietro una razionale linea di condotta essendo in preda a pulsioni diverse e contrapposte.

Meraviglia non poco il comportamento del CSM che difende a spada tratta l'indipendenza del potere giudiziario dal Governo, e dallo stesso Parlamento, ed allontana dai suoi ranghi un suo esponente che la vorrebbe indipendente anche dal dominio clericale.

A molti (me compreso) non sono chiari gli esatti contorni della vicenda, secondo alcuni, in sintesi la vicenda odierna del giudice Tosti, si può riassumere così: "Giudice di religione ebraica viene rimosso dall'ordine giudiziario per essersi rifiutato di conformarsi a una legge fascista (attualmente incostituzionale) che gli impone di esercitare il suo lavoro in presenza di un simbolo cristiano". Come si fa ad accettare una simile decisione del CSM ? A complicare le cose – in sede penale – lo stesso Tosti era stato assolto per questa stessa vicenda dall’accusa di omissione di atti d’ufficio, perché il magistrato era stato sostituito e dunque le udienze erano state regolarmente celebrate. D'altra parte però: «tale condotta era persistita nonostante la messa a disposizione da parte del Presidente del Tribunale di un’aula priva di simboli religiosi», salta fuori da un'altra fonte. Ora è un po' difficile comprendere se si tratti di un fatto che perequava il giudice o (come la definisce lui un'aula ghetto).

Leggendo in qua e là compreso quel che lo stesso scrive, il giudice Tosti è un nostro concittadino di religione ebraica (non è ateo o agnostico!) che di mestiere fa il giudice. Ha chiesto il diritto, quando lui tiene udienza, di sostituire/affiancare il crocifisso con un simbolo ebraico, in nome del principio dell'uguaglianza. Tale diritto a esporre simboli religiosi ebraici gli è stato negato. Non potendo esporre simboli religiosi ebraici, il giudice Tosti ha richiesto, in nome dell'Art. 3 della nostra costituzione di rimuovere il crocifisso dall'aula in cui tiene udienza. Tale diritto gli è stato negato in virtù di un regolamento fascista, che però è stato dichiarato in passato **incostituzionale** dalla Corte Costituzionale. Perché non ci indigniamo tutti? Sinistri e destri? Cattolici o no?


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permalink | inviato da albertolupi il 22/1/2010 alle 21:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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